La Ssc Bari Calcio è al centro di un’inchiesta per bancarotta fraudolenta con la Procura di Bari che ha disposto perquisizioni nelle sedi della società pugliese, del Napoli e della Filmauro. Al centro dell’indagine, la cessione del portiere Elia Caprile che avrebbe causato gravi squilibri finanziari nel bilancio del Bari.
L’indagine, coordinata dal procuratore Roberto Rossi, ha portato alla luce presunte irregolarità nei bilanci della società barese, con accuse di false comunicazioni sociali e bancarotta fraudolenta patrimoniale impropria. Aurelio e Luigi De Laurentiis, rispettivamente presidente del Napoli e del Bari, sono indagati per questi reati, difesi dagli avvocati Gino Fulgeri e Roberto Eustachio Sisto.
Le perquisizioni e le accuse
Le perquisizioni, eseguite dalla Guardia di Finanza, hanno coinvolto non solo le sedi delle società calcistiche, ma anche gli uffici di tre ex direttori sportivi e di un procuratore sportivo. La Procura ha esaminato bilanci, note integrative e relazioni sulla gestione della società barese, emergendo che il Bari è in perdita sistemica da anni, con un deficit patrimoniale e una consistente esposizione debitoria.
Secondo la Procura, nel bilancio della società barese sarebbero stati esposti fatti materiali non rispondenti al vero, oppure omesse informazioni necessarie per una corretta valutazione della situazione economica. La richiesta di liquidazione giudiziale del Bari Calcio, avanzata dalla Procura, è stata supportata da una consulenza tecnica che ha evidenziato un patrimonio netto negativo già dal 2026.
La cessione di Elia Caprile
L’operazione al centro dell’indagine riguarda la cessione del portiere Elia Caprile, avvenuta nel luglio 2026. Il Bari aveva ceduto Caprile al Napoli per 2,2 milioni di euro, trasferendo integralmente alla società campana il diritto a beneficiare della successiva rivalutazione economica del cartellino. Caprile, dopo solo quattro gare con il Napoli, è stato ceduto in prestito all’Empoli e poi venduto al Cagliari per circa 8 milioni di euro, consentendo al Napoli una plusvalenza di 7 milioni.
Secondo l’accusa, questa plusvalenza avrebbe dovuto essere attribuita al Bari, che invece ha visto ulteriormente aggravarsi i propri conti. La Procura sostiene che il Bari non sia stato remunerato in maniera corretta rispetto al valore effettivo dell’asset, causando un danno economico significativo alla società pugliese.
Le difese degli indagati
Aurelio e Luigi De Laurentiis, attraverso i loro legali, hanno replicato alle accuse, sostenendo che il trasferimento di Caprile è stato valutato da un soggetto terzo, indipendente e professionista. Hanno inoltre affermato che le perdite di esercizio del Bari sono fisiologiche nel settore calcistico e vengono sistematicamente coperte dall’intervento della proprietà con risorse proprie.
La Procura della Federcalcio ha richiesto gli atti dell’inchiesta ai magistrati di Bari, mentre le indagini continuano per fare chiarezza sulla vicenda. La situazione finanziaria del Bari Calcio rimane critica, con un buco di 30 milioni di euro che risale al 2019 e che ha portato alla retrocessione in Serie C.
