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Decreto giustizia e migranti: tensioni tra FdI e Forza Italia

Decreto giustizia e migranti: tensioni tra FdI e Forza Italia

Il decreto giustizia e migranti è al centro di aspre discussioni tra FdI e Forza Italia, con scadenze stringenti e oltre 500 emendamenti da esaminare

Il decreto giustizia e migranti è al centro di un acceso dibattito politico, con la maggioranza che deve affrontare scadenze stringenti e tensioni interne. Il testo, che include norme sul Patto europeo sulla migrazione e l’asilo e sull’attività giudiziaria, deve essere convertito in legge entro l’11 agosto con un iter che prevede il passaggio al Senato e alla Camera.

Le tensioni tra FdI e Forza Italia

La discussione in Senato è stata sospesa in attesa dei pareri della commissione Bilancio su alcuni emendamenti. Fratelli d’Italia spinge per l’allargamento delle intercettazioni sui reati ‘spia’ per mafia, un emendamento fortemente voluto dal procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo. Il presidente del Senato, Ignazio La Russa ha avvertito che bocciare una legge non sarebbe come aver bocciato un emendamento, sottolineando i rischi di costituzionalità senza le preferenze.

Forza Italia, invece, frena su questa proposta. Giorgio Mulè esponente del partito, ha ribadito che il procuratore ha piena legittimazione a chiedere o a suggerire modifiche alla legislazione ma ha anche sottolineato che chi fa le leggi è il Parlamento, il magistrato le applica. La maggioranza sta valutando di presentare in aula solo una decina di emendamenti, tra cui quello sulle intercettazioni e altri sui ricongiungimenti dei migranti.

Le scadenze e i tempi stretti

Il decreto deve essere votato a Palazzo Madama entro giovedì e chiuso definitivamente entro l’11 agosto. In commissione, il testo si è arenato sotto una pioggia di oltre 500 emendamenti delle opposizioni. Le opposizioni valutano di riproporre in aula tutti, o quasi, gli emendamenti depositati in commissione, con tempi lunghi previsti per la discussione e il voto finale.

Il decreto dovrà passare al vaglio della Camera tra il 31 luglio o più probabilmente dal 3 agosto. Il sottosegretario leghista alla Giustizia, Andrea Ostellari ha dichiarato che il decreto andrà modificato, escludendo per ora la possibilità di un voto di fiducia. La maggioranza sta lavorando per trovare un compromesso, ma i tempi sono stretti e le tensioni interne potrebbero complicare ulteriormente l’iter legislativo.

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