Di Maio contro la legge elettorale: “Si torni alle urne”
Di Maio contro la legge elettorale: “Si torni alle urne”
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Di Maio contro la legge elettorale: “Si torni alle urne”

Di Maio

Di Maio si scaglia contro la legge elettorale che favorisce Forza Italia grazie alle coalizioni e sostiene che si debba tornare a votare.

Il leader del Movimento Cinque Stelle Luigi Di Maio ha parlato in video su Facebook per chiedere di tornare alle urne. Ha sostenuto infatti che, a quasi due mesi di distanza dalle elezioni del 4 marzo 2018, il Movimento fondato da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio “in modo serio, coerente, ripetendo lo stesso concetto dal primo giorno, si è impegnato totalmente, per rispettare il voto dei cittadini e dare un governo di cambiamento a questo Paese”, ma abbiamo a che fare con una legge elettorale “assurda”, voluta dal Partito Democratico e dal centrodestra, per far sì che partiti che hanno perso, come Forza Italia di Silvio Berlusconi, di dichiararsi vincitrici grazie a delle coalizioni “di comodo”.

In ogni caso il Movimento 5 Stelle, ottenuto un risultato elettorale straordinario ma non la maggioranza dei seggi, si è rivolto alle forze politiche per far partire un“governo di cambiamento sulla base di un contratto che comprendesse i temi prioritari per gli italiani” come il lavoro, come dare da mangiare alla propria famiglia.

Finora tuttavia le sue richieste sono risultate vane.

Contro tutti i partiti

Di Maio ha continuato dicendo di non aver mai immaginato ovviamente che raggiungere l’obiettivo sarebbe stato facile, ma neppure impossibile. Trova “vergognosa la maniera in cui tutti i partiti stanno pensando ognuno al proprio orticello e ai propri interessi di parte”, senza accettare il confronto richiesto dal Movimento Cinque Stelle.

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L’attacco a Salvini

Innanzitutto attacca Matteo Salvini, accusandolo di aver preferito gli interessi di un condannato incandidabile (Berlusconi) a quelli degli italiani. Eppure Di Maio ha cercato un dialogo con il segretario generale della Lega Nord, sottolineando i punti in comune del loro programma di governo. Però Salvini ha risposto “picche” preferendo il leader forzista, reo secondo il capo del M5S di aver fatto per vent’anni il proprio tornaconto personale – per esempio approvando la Legge Fornero e creando Equitalia – a discapito della popolazione.

Per Luigi Di Maio la coalizione formata dal centrodestra è “divisa su tutto”, “palesemente costruita per arraffare posti in Parlamento piuttosto che per fare qualcosa di buono per l’Italia”. Il leader del Movimento Cinque Stelle ha quindi dato per certo che, se Berlusconi avesse avuto i sufficienti voti per creare una maggioranza con Matteo Renzi, avrebbe sciolto immediatamente l’apparentamento con Salvini.

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L’attacco al Partito Democratico

Per quanto riguarda i democratici, hanno avuto un risultato elettorale disastroso, arrivando al suo minimo storico sotto il 19%.

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Positiva la scelta democratica di mettere da parte Renzi, relegandolo al ruolo di “senatore semplice” come si era autodefinito.

Tuttavia nella serata di Domenica 29 aprile, ospite alla trasmissione “Che Tempo Che Fa” di Fabio Fazio, aveva riproposto una riforma costituzionale dopo una precedente bocciatura e attaccato Di Maio stesso e i suoi compagni, anziché scusarsi per gli errori commessi nei confronti del suo governo e dimostrarsi aperto al “contratto” per cambiare l’Italia. Nel caso in cui il Pd avesse accettato di governare insieme, sarebbe stato costretto a rispettare il proprio condivisibile programma elettorale, anche se finora non ha fatto.

Di Maio nonostante le critiche per la scelta dei grillini di coalizzarsi o con la Lega o con il Pd, la rivendica, sostenendo che le idee non siano né di destra né di sinistra ma soltanto buone o cattive; che abbiano importanza i temi, i problemi dell’Italia anziché poltrone. A questo punto, ha concluso, non c’è altra soluzione che tornare alle urne il prima possibile, il prossimo giugno, e vorrebbe che Salvini lo chiedesse a sua volta al presidente Mattarella, a cui spetta il compito di decidere.

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