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Dieci anni dopo il sisma: il recupero delle opere d'arte nelle Marche

Dieci anni dopo il sisma: il recupero delle opere d'arte nelle Marche

Un viaggio nel recupero del patrimonio artistico marchigiano dopo il terremoto del 2016, con storie di resilienza e dedizione

Il 24 agosto 2016, un violento terremoto ha sconvolto il centro Italia, lasciando profonde ferite nel territorio e nel cuore delle comunità. Tra i danni più gravi, quelli subiti dal patrimonio culturale un tesoro di memoria storica e identità collettiva che rischiava di andare perduto per sempre.

In questo contesto drammatico, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Marche ha avviato un’imponente operazione di salvataggio e restauro, coinvolgendo Vigili del FuocoCarabinieri del Tpc e Protezione Civile.

Un lavoro che, a dieci anni di distanza, continua a dare frutti importanti.

Il salvataggio del crocifisso del Duecento di Arquata del Tronto

Tra i tanti episodi commoventi di quel periodo, spicca il recupero del crocifisso ligneo del Duecento della chiesa dell’Annunziata di Arquata del Tronto. A raccontarlo è il soprintendente Giovanni Issini che ricorda come un anziano sfollato li implorò di salvare il manufatto, patrono del paese: «Per noi è troppo importante».

Grazie all’intervento tempestivo, il crocifisso fu portato in salvo pochi giorni prima che le scosse di ottobre radessero al suolo l’edificio che lo ospitava. Oggi, dopo un accurato restauro, il prezioso manufatto è pronto per fare ritorno alla sua comunità.

La rete di depositi e i restauri

Per gestire il recupero degli oltre 14.000 beni mobili catalogati nelle Marche, fu creata una rete di depositi attrezzati, tra cui la Mole Vanvitelliana di Ancona e altri nove centri nelle province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata.

Questi spazi, finanziati dal Ministero della Cultura hanno permesso di avviare i primi restauri e rassicurare le popolazioni locali sulla restituzione delle opere.

Tra i progetti più significativi, la mostra temporanea L’identità ritrovata presso l’edificio Rotary di Arquata del Tronto, che ha permesso alla comunità di riscoprire parte del proprio patrimonio artistico.

La testimonianza degli operatori sul campo

L’architetto Annalisa Conforti impegnata fin dalle prime ore dell’emergenza, ricorda con emozione il confronto con la popolazione locale: «Persone che avevano perso la propria casa, ma che erano comunque pronte a dare una mano pur di salvare dalle macerie il patrimonio storico».

Anche lo storico dell’arte Pierluigi Moriconi sottolinea l’importanza di ogni opera recuperata: «Un frammento di memoria che torna alla propria comunità, un pezzo di identità che viene riconsegnato alla sua storia».

Oggi, a dieci anni dal sisma, il lavoro della Soprintendenza continua, con l’obiettivo di restituire alle Marche il loro patrimonio culturale, simbolo di resilienza e rinascita.

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