Divorzio in Comune: che cos'è e come funziona
Divorzio in Comune: che cos’è e come funziona
Cronaca

Divorzio in Comune: che cos’è e come funziona

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Ecco cos’è il divorzio in Comune, la nuova procedura che velocizza i tempi per separarsi o divorziare evitando le strettoie burocratiche.

Se hai dubbi su come funziona il divorzio in Comune, in questo articolo ti daremo le informazioni che cerchi nei dettagli. Con la nuova riforma, le coppie che vogliono separarsi possono dirsi addio anche presso il proprio Comune di residenza al cospetto dell’ufficio di stato civile. Ovviamente questo non è possibile in tutti casi ma solo a certe condizioni.

E’ basilare che la coppia non abbia avuto figli dall’unione ancora in età minore o maggiorenni non autosufficienti, portatori di handicap oppure incapaci. Nessuna rilevanza, in tal senso, hanno i figli nati da altre relazioni. E’ altrettanto fondamentale che i figli abbiano anche autonomia dal punto di vista economico e non dipendano dai genitori. Un’altra condizione necessaria è che i due coniugi che intendono separarsi abbiano raggiunto un accordo su ogni aspetto relativo alla separazione, sia per quanto riguarda gli aspetti squisitamente personali che patrimoniali.

In poche parole, il nuovo divorzio in comune sostituisce in tutto e per tutto la separazione o il divorzio consensuale che prima si espletava in un’unica udienza dinnanzi al presidente del Tribunale.
Nell’accordo non sono compresi gli accordi relativi all’assegnazione della casa, alla divisione dei beni mobili, dei conti correnti ect.

Questi accordi dovranno essere stipulati in separata sede con un’autonoma scrittura privata oppure mediante l’intermediazione assistita dei legali.

Nello stesso accordo scritto potranno essere anche quantificati gli assegni di mantenimento o quello divorzile.
Chi intende separarsi consensualmente ma non si trovanelle condizioni sopra descritte per carenza dei requisiti può sempre adottare delle soluzioni più snelle che velocizzano i tempi rivolgendosi ai propri avvocati attraverso il procedimento chiamato ‘negoziazione assistita’. I due coniugi possono recarsi presso il Comune dove si sono sposati o presso il Comune di residenza, presentandosi dinnanzi all’Ufficio di stato civile.

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