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Emergenza casa: i campeggi sociali sono una proposta innovativa

“La realizzazione di un “campeggio sociale” per contribuire ad alleggerire l’emergenza abitativa. Un’area in cui potrebbero essere accolte persone di qualsiasi nazionalità, età e ceto sociale rimaste senza casa. Cbi ha perso il lavoro e non può più pagare l’affitto potrebbe trovare in questo “campeggio sociale” un’àncora di salvezza temporanea. Non occorrerebbe edificare alcun immobile, ma reperire strutture mobili dismesse dopo essere state utilizzate nelle situazioni di emergenza. Roulottes, camper, prefabbricati, chalet potrebbero garantire al meglio, un’accoglienza provvisoria, dignitosa e, soprattutto, a costi più accessibili. Dove potrebbero essere piazzate? In un terreno, anche non edificabile, ad uso sociale e pubblico, dotato di servizi igienici, idrici e di illuminazione.

Promotrice di questa idea-progetto è Dominique Tamone, naturalista, ma, soprattutto, sensibile alle problematiche sociali”.

«Sto cercando una cooperativa o un’associazione in grado di sviluppare questa proposta anche avvalendosi di fondi europei – dice -. Ho aiutato alcune famiglie in gravi difficoltà abitative e mi sono resa conto dell’entità del problema casa. Nella mia relazione ho illustrato quanto, a mio parere, sarebbe semplice allestire questo “campeggio sociale” regolamentato con gli stessi criteri di una normalissima area camper».

Fonte aostaoggi.it


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