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Espolsione a Catania: morto l’uomo dell’officina
Cronaca

Espolsione a Catania: morto l’uomo dell’officina

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Esplosione a Catania, l'uomo dell'officina, un uomo 75enne che vendeva e riparava biciclette è rimasto carbonizzato in seguito al disastro

L’esplosione a Catania avvenuta nella sera del 20 marzo è costata la vita a tre persone. Si trattano di due vigili del fuoco e di un signore 75enne. Quest’ultimo, lavorava nell’officina, dove riparava e vendeva biciclette. E molto conosciuto nella zona, dalla quale aveva molti clienti. Una signora lo ricorda come una persona squisita. Purtroppo, per lui non c’è stato nulla da fare. Altri due vigili del fuoco sono ricoverati in ospedale, in condizioni gravi. A far innescare l’esplosione, sembrerebbe essere stata una fuga di gas, ma si tratta solamente di un’ipotesi. La Procura nominerà i periti che cercheranno di capire l’esatta causa della tragedia.

Esplosione a Catania signore 75enne

L’esplosione di a Catania è purtroppo costata la vita a 3 persone. Due vigili del fuoco e un anziano signore di 75 anni. Altri due pompieri sono adesso ricoverati in ospedale. Uno è in condizioni più critiche dell’altro. Nonostante l’età avanzata, l’uomo lavorava ancora.

Il suo mestiere era quello di vendere biciclette, e di ripararle. Era un professionista molto conosciuto nella zona, e soprattutto apprezzato. Un testimone del disastro ha raccontato che poche settimane fa si era proprio recato lì per comprare una bicicletta per il figlio. Una signora ha affermato che il povero signore 75enne era una persona squisita, con la quale prendeva spesso il caffè al bar. Un ragazzo, anche lui cliente dell’officina dell’uomo, ha raccontato che lui, ultimamente, si lamentava perché era malato. Il signore diceva che il medico gli avrebbe dato 4 giorni di vita. Lui, avrebbe detto: “Che campo a fare…”. Per ironia della sorte, è forse stato accontentato.

Indagini

La Procura nominerà i periti che cercheranno di capire l’esatta dinamica dell’esplosione a Catania. Questa ha avuto luogo al piano terra di una palazzina di via Garibaldi. Al momento, il drammatico fattaccio è avvolto nel mistero. L’unico aspetto certo è che la dinamica dell’esplosione è stata dall’interno verso l’esterno.

A dimostrare questo il fatto che la porta d’ingresso ha fatto un volo di alcuni metri a causa della deflagrazione. La porta, poi si è schiantata su un’auto parcheggiata. La squadra dei vigili del fuoco inviata aveva 5 uomini in servizio. Era giunta sul luogo in seguito alla segnalazione di una fuga di gas di un vicino. La stessa persona che ha dato l’allarme, ha poi affermato di aver visto un pompiere con una motosega in mano. Ma anche se non l’avesse usata, non è scontato che siano state le scintille ad aver causato l’esplosione. Questo, appunto, proprio perché il botto è stato dall’interno verso l’esterno. È sicuramente più plausibile che il motivo del dramma si trovi all’interno della casa. Nell’abitazione, la squadra mobile ha rinvenuto e sequestrato tre bombole di gas Gpl. Tuttavia, tra le varie ipotesi che si possono fare e sono state fatte, non si esclude nemmeno la possibilità del suicidio.

L’uomo potrebbe anche esser svenuto a causa di un malore oppure per l’esalazione del gas. Questo ha saturato l’ambiente comprimendo le parete e spingendo verso l’esterno.

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