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Coronavirus, il mistero dell’India: conta solo 800 vittime

Coronavirus, l'India conta solo 800 vittime e 27mila contagi. Gli esperti si interrogano su quali siano le cause del basso impatto del Covid

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Il coronavirus ha colpito l’intero pianeta: dalla Cina all’America, tutti i Paesi stanno facendo i conti con il Covid-19. Ci sono però alcuni stati che stanno reggendo meglio all’impatto col virus: tra questi -incredibilmente- si trova l’India, che conta solamente 800 vittime.

Coronavirus India, solo 800 vittime

Uno dei terreni perfetti per il germogliare del coronavirus è rappresentato dalle grandi metropoli, dense di popolazione e poco igienizzate. Come le grandi città dell’India che, paradossalmente, sembrano resistere all’assedio del virus.

Il gigante asiatico, che conta un miliardo e 350 milioni di abitanti, ha registrato fino ad ora solo 27mila casi e solo 800 vittime. Oltre ai numeri bassi, la progressione con cui si raddoppia il numero dei morti da coronavirus è di 9 giorni: a New York, nella stessa fase di diffusione dei virus, questa era di 2/3 giorni. Inoltre, la media dei decessi complessivi in India tra marzo e aprile è stata persino più bassa rispetto al 2019, grazie anche alla riduzione degli incidenti stradali per il lockdown.

La città di Mumbai ha registrato un declino dei morti del 21% rispetto a marzo 2019.

Perché l’India ha poche vittime?

Ma come mai l’India sembra essere più “immune” al nuovo coronavirus? Secondo molti esperti, in India si contano così poche vittime grazie alle rigide misure di contenimento, che dureranno fino al 3 maggio. Per altri, una vaccinazione contro la tubercolosi molto diffusa nel Paese offrirebbe una protezione in più dal virus; altri ancora ritengono che il caldo e l’umidità possano uccidere il virus. Anche l’età media delle persone, molto bassa, sta contribuendo ad arginare le morti. Poi, il numero molto limitato di tamponi e test sierologici fa supporre che il numero dei contagiati sia ben più alto dei 27 mila casi confermati e di conseguenza anche il denominatore su cui calcolare la percentuale dei decessi. Ma su più di 500mila di test effettuati, solo il 4% è risultato positivo (negli Usa la media è del 18%). Da tenere conto è che l’80% delle morti in India avviene in casa: molti decessi non finiscono nemmeno nelle statistiche perché le cremazioni si svolgono in aperta campagna e non vengono registrate. Il conteggio dei morti in India, infatti, è sempre stato difficile, con casi di sovrastima o sottostima. In più, per i medici indiani molti pazienti muoiono con i sintomi del Covid-19 senza mai esser stati testati o curati oppure dopo aver ricevuto diagnosi sbagliate.

Nata a Voghera, il 08/09/1996, è laureata in Comunicazione, Innovazione e Multimedialità (CIM) presso l’Università di Pavia. Collabora con Gilt Magazine e ha lavorato presso SkyTG24.


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Alessandra Tropiano

Nata a Voghera, il 08/09/1996, è laureata in Comunicazione, Innovazione e Multimedialità (CIM) presso l’Università di Pavia. Collabora con Gilt Magazine e ha lavorato presso SkyTG24.

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