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Turchia, interprete morta in casa con manette e sacchetto di plastica in testa

Un’interprete ucraina è morta nella sua casa in Turchia: la donna è stata trovata ammanettata e con un sacchetto di plastica sulla testa.

Interprete morta

Il tragico ritrovamento è avvenuto in Turchia: il cadavere di un’interprete, scoperto nell’appartamento in cui la donna abitava, è stato rinvenuto con le mani legate dietro la schiena e un sacchetto di plastica sulla testa. Gli inquirenti stanno indagando sul caso, passando al vaglio diverse ipotesi tra le quali quella del suicidio.

Turchia, interprete trovata morta in casa

La giovane trovata senza vita sabato 2 gennaio nella sua casa di Bodrum, in prossimità delle coste egee della Turchia, è stata identificata come Kristina Novitskaya, interprete ucraina di 30 anni. Secondo quanto riportato dai media, la donna era deceduta già da alcuni giorni. Inoltre, è stato rivelato che sulla scena non sono stati rilevati segni di colluttazione e anche che le finestre e la porta d’ingresso dell’abitazione risultavano chiuse dall’interno.

Le forze dell’ordine turche, pertanto, stanno ipotizzando che possa trattarsi di un caso di suicidio, da attribuire a una condizione depressiva dovuta alla situazione di disoccupazione sviluppata in seguito alla pandemia da coronavirus.

Le indagini condotte dalla polizia, tuttavia, collimano con le dichiarazioni fornite da amici e parenti della vittima. Un’amica dell’interprete, infatti, ha affermato ai media di Obozrevatel di Kiev quanto segue: «Tutti quelli che hanno conosciuti Kristina sono profondamente scioccati.

Non crediamo che si sia suicidata».

Kristina Novitskaya è stata descritta da chi la conosceva come una donna «allegra, profondamente innamorata della vita» ma anche come una persona «riservata», soprattutto sulla sua permanenza in Turchia, paese in cui viveva e lavorava in qualità di interprete e istruttrice di danza.

Le ricostruzioni della scena del crimine effettuate dagli inquirenti

La polizia locale è stata contattata da familiari, vicini e amici dopo i numerosi tentativi falliti di contattare la 30enne. L’intervento delle forze dell’ordine ha permesso il ritrovamento del cadavere che, sulla base di quanto verbalizzato nei rapporti ufficiali, è stato rivenuto al centro di una stanza, seduto su una sedia, con le mani bloccate dietro la schiena con un paio di manette e con una un sacchetto di plastica in testa. Sulla scena del crimine, erano presenti anche altri elementi come residui di carbone di legna, corde e una sciarpa. Ancora sconosciute, però, le cause che hanno determinato il decesso della giovane ucraina, il cui corpo è stato trasferito presso l’Istituto di Medicina Legale più vicino per essere sottoposto ad autopsia.

Le testimonianze e l’ipotesi suicidio

Kristina Novitskaya aveva frequentato l’Università Linguistica Nazionale di Kiev, presso la quale si era laureata in lingue orientali. Tra le lingue studiate, vi era per l’appunto il turco: le sue competenze le avevano permesso di ottenere un incarico come interprete professionista in Turchia, nazione presso la quale risiedeva.

Le testimonianze raccolte in seguito al ritrovamento del corpo senza vita della 30enne ucraina si sono espresse, a più riprese, contro l’ipotesi di suicidio sostenuto dalle forze dell’ordine turche. Alle parole dell’amica della vittima, infatti, si sono aggiunte le dichiarazioni di un amico della Novitskaya: «Quella del suicidio è davvero una versione strana. Kristina aveva una famiglia e sua madre è a Kiev. Se fosse stata depressa ci sarebbe stata sempre un’altra strada da prendere che era quella di tornare a casa». Inoltre, per quanto riguarda la presunta mancanza di lavoro individuata dagli inquirenti come fattore scatenante della depressione della giovane, l’amico della donna ha aggiunto: «La Turchia ha vissuto un periodo piuttosto vivace quando i turisti sono tornati in estate, Kristina avrebbe certamente trovato lavoro a breve». E, a proposito di una vociferata simpatia tra la vittima e un VIP del luogo, ha sostenuto: «Non credo nella versione del suicidio. Penso che si stia cercando di coprire qualcuno di importante».

La polizia locale, tuttavia, ha ribadito che, dopo il fattorino addetto alla consegna di cibo a domicilio nella giornata di giovedì 31 dicembre, Kristina Novitskaya non ha più ricevuto alcun tipo di visita, stando a quanto dimostrato dalle immagini registrate dalle telecamere a circuito chiuso presenti nella zona.

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