Gli Europei di nuoto 2026 a Parigi sono stati un trionfo per l’Italnuoto che ha conquistato ben 43 medaglie di cui 13 d’oro superando tutti gli altri Paesi partecipanti. Un risultato che ha fatto parlare di miracolo sportivo ma che secondo Paolo Barelli, presidente della Federnuoto è frutto di un lavoro meticoloso e di un’organizzazione senza pari.
In un contesto in cui le società sportive italiane affrontano numerose difficoltà, dagli impianti fatiscenti alle spese energetiche insostenibili il successo di Parigi assume un valore ancora più grande. Barelli ha sottolineato come il metodo Italia basato su competenzadedizione e una pizzico di scaltrezza abbia permesso di superare questi ostacoli e di raggiungere risultati straordinari.
Le sfide economiche e il ruolo del governo
Nonostante i successi, Barelli ha lanciato un appello al governo per un maggiore sostegno alle società sportive. Senza supporto ha avvertito, il futuro del nuoto italiano potrebbe essere a rischio. 170 milioni di contributi negli ultimi quattro anni hanno evitato la chiusura di molte piscine, ma le difficoltà economiche rimangono una minaccia concreta.
Il presidente della Federnuoto ha elogiato il lavoro dei ministri Abodi e Giorgetti che hanno dimostrato sensibilità verso le esigenze del settore. Barelli ha anche rivelato che il ministro Giorgetti è un grande appassionato di nuoto e si allena regolarmente con l’ex nuotatore Stefano Battistelli.
I centri federali e la formazione dei talenti
Un ruolo cruciale nel successo dell’Italnuoto è stato giocato dai centri federali che hanno offerto spazi adeguati per l’allenamento e hanno permesso a molti atleti di raggiungere livelli eccellenti. Barelli ha menzionato nomi come FioravantiPellegriniPaltrinieriCeccon e Razzetti tutti cresciuti grazie a questi centri.
La formazione degli allenatori è un altro punto di forza del sistema italiano. Il settore d’istruzione tecnica della Federnuoto è considerato all’avanguardia e attira l’attenzione di molti Paesi stranieri. Barelli ha sottolineato come la gestione di atleti come Sara Curtis sia stata particolarmente oculata, rispettando i tempi della sua maturazione.
Il futuro: Los Angeles 2028 e i giovani talenti
Guardando al futuro, Barelli ha espresso ottimismo per le Olimpiadi di Los Angeles 2028 ma ha anche invitato alla prudenza. Gli altri Paesi ha detto, hanno un mazzo di carte molto più ampio da cui pescare. Tuttavia, l’Italia continua a scoprire nuovi talenti, come Cristian Tassan Caser e Alessandra Mao.
Tra i momenti più emozionanti degli Europei di Parigi, Barelli ha ricordato i record mondiali di Sara Curtis, le cinque medaglie di Chiara Pellacani, i due ori di Ginevra Taddeucci e la tripletta di Simona Quadarella, che gli fa sperare in una medaglia olimpica.
Il sogno di Barelli per Los Angeles 2028 è egualiare il numero di medaglie di Parigi, ma con le squadre di pallanuoto qualificate per le finali. Un obiettivo ambizioso, ma che riflette la determinazione e la passione che caratterizzano l’Italnuoto.
