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Festa a casa McKennie con Dybala e Arthur, tutti segnalati per violazione delle norme anti covid

Festa a casa McKennie con Dybala e Arthur, tutti segnalati per violazione della zona rossa dai carabinieri che 'faticano' a farsi aprire la porta

I carabinieri hanno sanzionato 20 persone

Festa a casa McKennie con Dybala e Arthur e in barba alle regole anti covid, ma arrivano i carabinieri e segnalano tutti. Si sarebbe trattato di un party in piena regola, nel caso di quello scoperto dall’Arma presso la villa del calciatore Usa, party per lo più a trazione juventina, dato che secondo La Stampa fra gli ospiti c’erano anche Dybala e Arthur.

Gli uomini della Benemerita intervenuti sulle colline torinesi hanno comunque provveduto a segnalare tutti i partecipanti che avrebbero beatamente ignorato la zona rossa. Sempre secondo i media sarebbero in arrivo anche multe da parte della Juventus.

Festa a casa Mckennie: ecco com’è andata

Tutto sarebbe accaduto intorno alle 23.30 di ieri mercoledì 31 marzo. In quel frangente i carabinieri si sono presentati presso la residenza Weston McKennie, probabilmente su segnalazione arrivata da alcuni vicini.

Poca da obiettare: all’interno della villa del centrocampista bianconero era in atto una festa. Pare che all’inizio nessuno abbia risposto al citofono, tanto che i militari hanno dovuto insistere. Alla fine qualcuno ha capito che era meglio una multa che una denuncia e la porta è stata aperta. Aperta su una festa a cui stavano partecipando anche Paulo Dybala e Arthur Melo. I militari hanno segnalato una ventina di persone ed elevato dieci multe.

Tifosi arrabbiati per due motivi

La vicenda ha fatto arrabbiare anche molti tifosi e per due motivi. Il primo è che un tifoso altro non è che un cittadino che vede nei suoi idoli un esempio da seguire e non l’incarnazione di presunti privilegi. Secondo perché i bianconeri sono in un momentaccio e in vista del derby della Mole non possono certo permettersi distrazioni. Senza dimenticare che solo pochi giorni fa una vera bandiera bianconera come Beppe Furino aveva parlato del suo calvario di marito che aveva perso la moglie a causa del covid. Ma quelli erano altri calciatori e quello era un altro calcio.

Giampiero Casoni è nato a San Vittore del Lazio nel 1968. Dopo gli studi classici, ha intrapreso la carriera giornalistica con le alterne vicende tipiche della stampa locale e di un carattere che lui stesso definisce "refrattario alla lima". Responsabile della cronaca giudiziaria di quotidiani come Ciociaria Oggi e La Provincia e dei primi free press del territorio per oltre 15 anni, appassionato di storia e dei fenomeni malavitosi. Nei primi anni del nuovo millennio ha esordito anche come scrittore e ha iniziato a collaborare con agenzie di stampa e testate online a carattere nazionale, sempre come corrispondente di cronaca nera e giudiziaria.


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Giampiero Casoni

Giampiero Casoni è nato a San Vittore del Lazio nel 1968. Dopo gli studi classici, ha intrapreso la carriera giornalistica con le alterne vicende tipiche della stampa locale e di un carattere che lui stesso definisce "refrattario alla lima". Responsabile della cronaca giudiziaria di quotidiani come Ciociaria Oggi e La Provincia e dei primi free press del territorio per oltre 15 anni, appassionato di storia e dei fenomeni malavitosi. Nei primi anni del nuovo millennio ha esordito anche come scrittore e ha iniziato a collaborare con agenzie di stampa e testate online a carattere nazionale, sempre come corrispondente di cronaca nera e giudiziaria.

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