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Fisco, cartelle esattoriali in arrivo: quando arrivano e cosa fare

L’Agenzia delle Entrate sta inviando le cartelle esattoriali ai contribuenti con debiti o irregolarità: vediamo nel dettaglio.

Cartelle esattoriali in arrivo: cosa fare, come contestarle

Il fisco sta procedendo agli invii degli atti non solo del 2020 e 2021, che erano stati bloccati a causa dell’emergenza Covid, bensì anche quelli 2022. Nel dettaglio, si tratta di atti di accertamento fiscale e di cartelle esattoriali che l’AE non aveva inviato a causa della pandemia, affinchè non si mettesse in ulteriore difficoltà economica le famiglie italiane.

Fisco, arrivano le cartelle esattoriali: oltre 50 milioni entro la fine del 2022

L’Agenzia delle Entrate, infatti, sta inviando le cartelle esattoriali ai contribuenti con debiti o irregolarità. Tuttavia, mentre fino a questo momento l’AE aveva bloccato gli atti 2020 e 2021 proprio perchè come detto pocanzi si era cercato di non creare altri problemi econocomici alle famiglie, adesso il governo ha dichiarato la fine dello stato emergenziale in Italia, motivo per il quale il fisco ha ripreso la sua regolare attività.

Infatti, negli ultimi mesi sono stati notificati 20 milioni fra atti e cartelle, 15milioni della Riscossione e 5milioni delle Entrate. Si pensa che a fine anno, le notifiche dovrebbero essere circa 50 milioni. La notizia arriva dallo stesso direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini.

Come comportarsi se si ha ricevuto una cartella?

Per chi ha ricevuto la cartella, è possibile effettuare il versamento delle somme dovute con il servizioPaga on-line” disponibile sul portale dell’Agenzia delle entrate-Riscossione e sull’App Equiclick.

Altrimenti, gli utenti possono utilizzare i canali telematici o gli sportelli/uffici delle banche, di Poste Italiane e di tutti gli altri Prestatori di Servizi di Pagamento (PSP) aderenti al nodo pagoPA.

La somma può essere rateizzata

Una buona notizia certamente è quella che le somme possono essere rateizzate. Eppure, la cartella potrebbe contenere pretese non ritenute legittime dal contribuente. In primis, entro 60 giorni dalla notifica della cartella, è possibile chiedere all’Agenzia delle entrate-Riscossione di sospendere le procedure di riscossione per far verificare all’ente creditore la situazione.

Il contribuente può presentare ricorso davanti alla Commissione Tributaria Provinciale competente per territorio entro 60 giorni dalla notifica della cartella di pagamento.

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