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Covid, Galli: “Super green pass o obbligo vaccinale per tenere Italia aperta”

L'infettivologo Massimo Galli è d'accordo con la decisione del Super Green pass o dell'obbligo vaccinale, per tenere aperta l'Italia.

Massimo Galli

L’infettivologo Massimo Galli è d’accordo con la decisione del Super Green pass o dell’obbligo vaccinale, per tenere aperta l’Italia.

Covid, Galli: “Rischiamo ferie di Natale meno felici”

Massimo Galli, all’Adnkronos Salute, ha spiegato di essere d’accordo con il Super Green pass e anche con l’eventuale obbligo vaccinale, per contrastare la quarta ondata e lasciare aperta l’Italia.

Il Governo e le Regioni si stanno confrontando per riuscire ad accordarsi sulle regole più rigide per i non vaccinati e l’infettivologo sembra essere d’accordo. “Se non riusciamo a ridurre la diffusione dell’infezione da Sars-Cov-2 rischiamo magari di dover avere ferie di Natale meno felici da tanti punti di vista” ha dichiarato Massimo Galli. “Non un vero lockdown complessivo, ma quello che sta succedendo negli altri Paesi europei ci suggerisce che, al di là di quelle che erano anche le mie abbastanza ottimistiche previsioni, qui l’infezione sta dilagando parecchio e in qualche modo va fermata” ha aggiunto il medico.

Massimo Galli ha parlato dei limiti dei tamponi antigenici rapidi, si cui si sta parlando molto ultimamente. Esiste una percentuale di positivi, così come di negativi, che non viene rilevata dai tamponi rapidi, che a volte commettono degli errori. “Non è una scoperta nuova. Si sa che la sensibilità dei tamponi antigenici, e il loro uso finalizzato a una discriminazione del rischio di essere infettati nel momento in cui li si fa, è una questione importante.

Per valutare se una persona è sicura per 72, 48 ore o meno, questi tamponi non vanno bene, specie in una situazione come quella che stiamo vivendo ora” ha dichiarato Galli. “La morale è che né l’uno né l’altro test possono essere considerati sostitutivi, un succedaneo accettabile del discorso vaccino e di cosa fare della profilassi” ha dichiarato il medico.

Covid, Galli: “Vanno distinte le situazioni”

Vanno anche distinte le situazioni: se uno deve entrare in un locale pubblico la negatività di un tampone rapido, anche se può non essere al 100% attendibile, ti dice che quella persona anche nel caso in cui sia infetta lo è a bassa carica virale e quindi è improbabile che sia cagione di infezione.

Un conto è, e la cosa cambia completamente, se questo tampone viene tenuto valido per un certo numero di ore o di giorni. Questo non garantisce più il fatto che l’eventuale infezione iniziale non sia avanzata e che la carica virale non si sia alzata al punto da diventare potenzialmente infettante” ha dichiarato Massimo Galli, sottolineando che per un tampone antigenico rapido vale per circa 24 ore, ma in realtà nessuno ha mai fatto questo calcolo. Ha aggiunto che il tampone classico ha una garanzia maggiore, ma ci sono ovviamente problemi di costi e di organizzazione.

Covid, Galli: “Non si può che irrigidire il concetto del Green pass o passare all’obbligo”

Quello che si sta facendo in mezza Europa in questo momento mi pare ancora più drastico delle proposte prospettate finora in Italia. Siamo di fronte a una situazione ingravescente in cui evidentemente ci sono delle realtà che dobbiamo per forza affrontare. Credo che se vogliamo tenere il Paese aperto e in condizione di camminare, come è nell’interesse di tutti, non si possa andare avanti a permettere che una minoranza di persone continui a tenere in scacco il Paese, perché non si vaccina. E quindi non si può che irrigidire il concetto del Green pass o passare direttamente all’approvazione dell’obbligatorietà, con limiti ovviamente legati al fatto che fai la legge e devi essere poi in condizione di farla rispettare” ha dichiarato Massimo Galli. “Per quanto riguarda determinate categorie c’è poco da discutere riguardo all’obbligo di vaccinarsi” ha aggiunto l’esperto, sottolineando che bisogna avere maggiore elasticità solo con i guariti con gli anticorpi.

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