> > Genova divisa: Vannacci e Salis in polemica sul termine 'remigrazione'

Genova divisa: Vannacci e Salis in polemica sul termine 'remigrazione'

Genova divisa: Vannacci e Salis in polemica sul termine 'remigrazione'

A Genova si accende la polemica tra il leader di Futuro Nazionale e la sindaca sulla parola 'remigrazione'. Scopri i dettagli dello scontro e il contesto cittadino.

Genova è nuovamente al centro di un acceso dibattito politico, questa volta per una parola che ha scatenato reazioni contrastanti: remigrazione. Al centro della polemica ci sono Roberto Vannacci, europarlamentare e presidente di Futuro Nazionale e la sindaca Silvia Salis. Lo scontro verbale ha avuto luogo durante un comizio di Vannacci in via Cesarea davanti al Teatro della Gioventù il 11 luglio.

Le dichiarazioni di Vannacci e la replica di Salis

Vannacci ha risposto con fermezza alle critiche della sindaca, che aveva definito vergognosa l’uso del termine remigrazione. “La parola ‘remigrazione’ fa parte del vocabolario italiano ed eventualmente al sindaco di Genova spieghiamo anche cosa vuol dire, se lei ne ha vergogna non la pronunci, mica la obbligo io”, ha dichiarato Vannacci.

Questo non è il primo scontro tra i due: già l’8 maggio durante il raduno nazionale degli Alpini Vannacci aveva criticato l’amministrazione Salis su vari temi, promettendo di “riportare l’imbarcazione sulla rotta corretta”.

Il contesto cittadino e le manifestazioni antifasciste

La visita di Vannacci a Genova è avvenuta in un periodo particolarmente carico di appuntamenti per la città.

Il 19 e 20 luglio infatti, Genova si prepara a ricordare il 25esimo anniversario dei fatti del G8 2001 con un corteo nazionale promosso da Genova Antifascista e la commemorazione di Carlo Giuliani in piazza Alimonda. Il clima è teso, con sindacati come la Fiom e varie realtà cittadine che hanno annunciato contro-presidi e manifestazioni. Durante il corteo del 30 giugno era già stato esposto uno striscione con la scritta “Remigrazione per i fascisti, tornate nelle fogne”.

Le parole di Silvia Salis

Le critiche di Vannacci risalgono alle dichiarazioni della sindaca durante la manifestazione organizzata da Cgil e Anpi per ricordare i moti antifascisti del 1960. “In questo momento in Italia abbiamo iniziato a risentire parole che pensavamo di non sentire mai più: parole vergognose, che fanno richiamo alla remigrazione, a classi separate, che negano il femminicidio, che utilizzano il termine ‘diverso’ per demonizzare”, aveva affermato Salis. La sindaca aveva definito il 30 giugno 1960 come la creazione di “un argine democratico incrollabile” per la città.

Lo scontro tra Vannacci e Salis riflette le tensioni politiche che caratterizzano Genova, una città con una forte tradizione antifascista e un vivace dibattito su temi identitari e sociali. La parola remigrazione è diventata il simbolo di questa divisione, mettendo in luce le diverse visioni politiche e culturali che animano la città.

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