Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di reclusione, ha fatto il suo ingresso nel carcere di Bollate il 17 luglio 2026. La vicenda, che ha tenuto banco per mesi, ha visto il 72enne accusato di aver ucciso due dei tre rapinatori che avevano tentato di assaltare il suo negozio il 28 .
Le prime parole di Roggero all’ingresso in carcere sono state sarcastiche: “Viva la giustizia italiana“, ha commentato con i giornalisti presenti. “Questo è il massimo per i delinquenti, saranno facilitati a continuare e a rubare“, ha aggiunto, criticando anche la decisione del presidente Sergio Mattarella di graziare altri imputati.
La condanna definitiva e l’ingresso in carcere
La condanna definitiva è arrivata il 15 luglio 2026 dopo un lungo iter giudiziario che ha visto la Corte d’Assise di Asti condannare Roggero a 17 anni in primo grado, poi ridotti a 14 anni e 9 mesi in appello. La Corte di Cassazione ha confermato la sentenza, chiudendo definitivamente il caso.
L’ordine di esecuzione della pena è stato firmato dal procuratore Biagio Mazzeo e notificato a Roggero, che ha deciso di costituirsi spontaneamente per evitare l’arresto coattivo.
“È molto provato. Dopo essere entrato ha pianto“, hanno riferito fonti vicine al gioielliere.
La domanda di grazia e la battaglia legale
La moglie di Roggero, Mariangela Sandrone ha depositato una domanda di grazia per il marito, sostenuta anche da un’istanza di differimento dell’esecuzione della pena. “Confidiamo che l’ufficio di sorveglianza di Torino e il Tribunale di sorveglianza possano provvedere prima della carcerazione“, ha dichiarato l’avvocato Sergio Novani.
Nel frattempo, Roggero ha annunciato l’intenzione di presentare un ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo continuando la sua battaglia legale anche dopo l’ingresso in carcere. La vicenda ha suscitato grande clamore, con diverse personalità politiche che hanno sostenuto la richiesta di grazia, tra cui Matteo Salvini e Emanuele Filiberto.
Le reazioni e le polemiche
La condanna di Roggero ha scatenato un dibattito pubblico, con molti che hanno criticato la severità della pena per un uomo di 72 anni. “Sconcerto ed estrema preoccupazione per la gravissima campagna diffamatoria sviluppatasi sui social network“, ha dichiarato la presidente della Corte d’Appello di TorinoAlessandra Bassi in difesa dei magistrati coinvolti nel processo.
La vicenda ha anche sollevato questioni sulla giustizia italiana e sul trattamento riservato ai cittadini che si difendono da aggressioni. Roggero, con le sue dichiarazioni sarcastiche, ha ribadito la sua posizione, criticando le decisioni del presidente Mattarella e sostenendo che la giustizia non sempre premia chi si difende.
