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Francesco Petrarca: la vita e le opere del poeta

Francesco Petrarca: vita e opere tra dubbi, peccati e pentimenti, amori ardenti.

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Dopo più di seicento anni dalla composizione delle sue opere, Petrarca è ancora amato e studiato da tutti gli appassionati di letteratura ed in tutte le scuole: ciò che piace di lui non è soggetto alla regola del continuo mutare. Francesco Petrarca è una delle tre Corone Fiorentine della lingua italiana insieme a Dante Alighieri e Giovanni Boccaccio. L’umanista per eccellenza, il poeta simbolo della scissione dell’Io in un periodo storico dove l’uomo – che ha preso il posto di Dio in quanto ora al centro dell’attenzione in tutte le discussioni e trattati filosofici, soppiantando il teocentrismo medioevale – è scosso da continui dubbi su sé stesso, gli altri, ed il mondo circostante in costante mutamento.

Francesco Petrarca: la vita

Francesco Petrarca nasce nel 1304 ad Arezzo, e come molti intellettuali dell’epoca, è mandato dal padre notaio a studiare legge finché non scopre l’amore per la letteratura e comincia a dedicarsi totalmente ad essa.

Viaggiò molto (per la maggior parte fra Francia, Germania, Fiandra e Roma), ma non per questo trascurò la scrittura. Infatti, grazie alla sua produzione letteraria composta fino a quel momento, è incoronato poeta in Campidoglio nel 1341. Uno dei motivi del suo successo è il fatidico incontro avvenuto diversi anni prima: nel 1327 incontra colei che diverrà la musa ispiratrice di tutte le sue opere migliori.

La donna-angelo che incarna la perfezione femminile del suo tempo, che Petrarca continuerà a desiderare e ad amare, scrivendo incessantemente canzoni e sonetti su di lei, struggendosi fra amore e disperazione. Di fatto non riuscirà mai ad averla, perché quest’ultima morirà in giovane età. Laura rimarrà sempre un punto fisso della vita scossa da dubbi e incertezze, fino al giorno della tragica morte della ragazza amata.

Il poeta morirà nel 1373 ad Arquà, all’età di 69 anni.

Il pensiero di Francesco Petrarca

Il poeta è sempre stato un uomo pieno di dubbi. E’ importante almeno accennare, quando si parla della sua vita, al suo tormento interiore. L’ Io -diviso fra peccati e pentimenti, amori e vanità- è presente in tutte le sue opere. A differenza degli altri intellettuali della sua epoca, Petrarca non vede in Dio un punto centrale nella vita dell’uomo. In un celebre dialogo immaginario fra il poeta e Sant’Agostino, quest’ultimo lo rimprovera dei peccati commessi, in quanto uomo dedito ai piaceri della vita, soffermandosi in particolare alla sua accidia e lussuria. Perciò, Petrarca si vede egli stesso peccatore, e riconosce le sue colpe.

Si concentra però più sulla creatura che sul creatore, in contrasto invece con il pensiero stilnovista che è possibile riscontrare per esempio in Dante Alighieri.

Grazie a questa concezione della vita, è considerato uno degli scrittori più moderni e contemporanei, nonostante sia vissuto nel trecento.

Francesco Petrarca: le opere

Tutto ciò che è stato nominato fin’ora -il tormento interiore, l’amore per Laura, la concezione della vita- lo si può riscontrare nei suoi scritti. In particolare, in quello più celebre ed importante: il Canzoniere. Si tratta di una raccolta di 366 sonetti e poesie scritte in volgare, che si incentrano per la maggior parte sul suo inguaribile amore per Laura. Tra i sonetti più conosciuti è giusto citare: “Voi ch’ascoltate in rime sparse il suono” (incipit del Canzoniere) e “Pace non trovo, et non ò da far guerra“. L’unica altra opera in volgare scritta da Petrarca sono I Trionfi (un poemetto allegorico ambientato in una dimensione onirica e irreale), mentre tutte le altre opere sono scritte in prosa o in lirica latina, lingua da lui prediletta.


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