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Collaboratore scolastico: i requisiti per essere assunti nelle scuole

Diventare collaboratore scolastico è un'opportunità di lavoro che scelgono in molti. Scopri come entrare nelle graduatorie nazionali e regionali.

lavoro bidella
personale ata

I Ministero della Pubblica Istruzione prevede, nelle scuole di ogni ordine e grado presenti in tutto il territorio italiano, la dislocazione di diverse figure professionali. Oltre agli insegnanti, nel corso degli anni son state istituite ulteriori figure professionali, ognuna con un compito ed una funzione ben delineata. Dal personale amministrativo ai collaboratori scolastici, denominati in maniera gergale bidelli, ciascuna di queste figure può essere assunta secondo modalità differenti, a tempo indeterminato oppure e tempo determinato.

Di cosa si occupa un collaboratore scolastico?

Puntando la lente di ingrandimento sui bidelli, la durata e l’entità di una collaborazione può essere caratterizzata, al pari di un insegnate, anche da supplenze, ossia da periodi più o meno brevi all’interno dei quali sostituite un collega momentaneamente assente. Nonostante ciò, gli orari lavorativi, insieme ad una paga mensile più che dignitosa, fanno del lavoro da bidello una delle professioni più ambite, come dimostrano le migliaia di domande giunte al Ministero della Pubblica Istruzione durante ogni triennio.

Identificati come personale ATA, i bidelli vengono assunti per mezzo di procedure ad hoc.

In apertura, è legittimo chiedersi di cosa di occupano i bidelli nelle scuole. Ebbene, le funzioni di un collaboratore scolastico possono essere riassunte nella maniera che segue:

  • espleta servizi nei confronti di insegnanti, alunni o chiunque, nel perimetro delle mura scolastiche, necessiti di un particolare ausilio;
  • seconda mansione consiste nel seguire tutte le direttive impartite dal dirigente scolastico in materia di organizzazione dell’istituto posto sotto la propria giurisdizione;
  • il servizio verso la persona tocca anche l’ambito degli alunni affetti da disabilità;
  • la figura della bidella è inoltre deputata ad offrire pronto soccorso ogni volta in cui si verifica un incidente, preservando l’integrità fisica e psichica di ognuno;
  • rapportandosi con le utenze di riferimento, il collaboratore va a costituire una vera e propria figura di mediatore, un collante tra i visitatori ed il corpo docenti oppure tra il dirigente scolastico e gli stessi alunni.

I requisiti per diventare un collaboratore scolastico

Per trovare lavoro come bidella, bisogna essere titolari di uno o più di questi titoli: diploma di maestro d’arte, diploma di maturità, attestato dichiarante il sostenimento di un corso di formazione della durata temporale di almeno tre anni e la qualifica triennale lasciata da istituti di carattere professionale.

Qualora si fosse in possesso di almeno uno di questi requisiti, è possibile provvedere ad intraprendere tutta la procedura inerente un’eventuale candidatura.Come in precedenza accennato, per entrare a far parte del personale ATA di un qualsivoglia istituto scolastico, è necessario seguire una determinata procedura burocratica. Nel caso particolare di tutti coloro che possono vantare di 24 mesi di esperienza in materia, è conferita opportunità di prendere parte ad uno dei concorsi indetti dalle Regioni.

Bisognerà anzitutto attendere l’indizione del concorso in questione, accertandosi precedentemente di possedere tutti i titoli richiesti. Il tutto sarebbe vano se non si fa pervenire domanda di immissione nella graduatoria. Nella fattispecie in cui l’inserimento in siffatta graduatoria sia già stato perfezionato in passato, è possibile chiedere l’aggiornamento dei punteggi e dei titoli eventualmente ottenuti in seguito.

Per chiedere l’inclusione in questo elenco, vi sono modalità differenti, in base a ciò che viene stabilito dalla legislazione in materia:

  • l’immissione effettuata per la prima volta renderà indispensabile la compilazione del modello B1;
  • se, al contrario,la domanda da far recapitare è quella di aggiornamento, il modello di riferimento è il B2;
  • per rinunciare ad un rapporto lavorativo a tempo determinato bisogna ricercare il modello F;
  • per fruire, invece, delle agevolazioni previste nella legge 106/1992, vi è il modello H.

L’invio di ognuno dei modelli appena citati può essere espletato per mezzo di una raccomandata con ricevuta di ritorno, di posta elettronica certificata oppure direttamente a mano. Indifferentemente dalla modalità di spedizione selezionata, le domande vanno indirizzate all’Ambito Territoriale Provinciale. Dopo aver ultimato questo step, bisognerà registrarsi alla piattaforma POLIS del Ministero dell’Istruzione compilando il modello G e l’allegato G. Quest’ultimo darà facoltà di inserire preferenze inerenti le destinazioni dove voler essere chiamati. Coloro che non hanno maturato 2 anni di anzianità possono in egual misura fare domanda. Le graduatorie di riferimento, in questo caso, saranno quelle di Terza Fascia, dalle quali le scuole attingeranno per supplenze e contratti a tempo determinato. Per l’introduzione in terza fascia bisogna far giungere domanda di iscrizione. Le modalità sono le medesime descritte prima cioè perfezionare l’iscrizione alla piattaforma POLIS e attendere comunicazioni attinenti le tempistiche di aggiornamento della graduatoria.


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