×

Il nucleare è pericoloso?

default featured image 3 1200x900 768x576

Il nucleare è pericoloso? Per la verità, proprio l’evento che, secondo gli oppositori dell’energia dall’atomo, sarebbe la prova evidente, la pistola fumante, dei rischi che l’energia nucleare comporta per la salute umana,l’incidente alla centrale di Fukushima, rappresenta la miglior dimostrazione di quanto questa fonte di energia sia sicura.

Una semplice domanda: quanti sono stati i morti causati dall’incidente di Fukushima. 100? 200? 10? sbagliato. Zero. Semplicemente, nessuno è morto per le radiazioni o altri motivi direttamente legati alla centrale nucleare e a quanto successo.

Se si vuole affrontare razionalmente la questione della sicurezza di una centrale nucleare, bisogna partire dall’identificazione del contesto. Qualunque fonte di generazione di energia ha in sé i germi del pericolo e del rischio.

Anche l’apparentemente innocua ed innocente acqua: basti pensare ai tanti, troppi, incidenti che hanno coinvolto i bacini idrici delle nostre Alpi, Stava, Longarone, con centinaia di morti ciascuno, per capire al volo quanto sia pericolosa l’energia idroelettrica. Nessuna è priva di rischi, quindi, come d’altronde ben affermato da Petr Beckmann tre decadi fa nel suo “The Health Hazards of NOT Going Nuclear”. L’energia nucleare, però, “è di gran lunga la più sicura di qualuqnue altra forma di conversione di energia a larga scala inventata fino ad adesso”.

Carone, gas naturale, idroelettrico, petrolio e nucleare: sono queste le fonti di energia di cui l’uomo dispone. Ho dimenticato solare ed eolico? Non proprio, al momento, ed ancora per diversi anni, nessuna delle due sarà in grado di fornire elettricità su larga scala, men che meno senza fare ricorso a sovvenzioni e sussidi che scaricano i costi dai produttori ai bilanci degli Stati, ovvero sulle spalle dei cittadini che pagano le tasse – e poi anche le bollette.

La chive ella sicurezza dell’energia nucleare, secondo quanto afferma Beckmann, risiede nel suo affidarsi all’uranio, e adesso anche al torio o ad altri materiali che emettono radiazioni. Sono tutti minerali che offrono ua densità di energia milioni di volte superiore a quella di ogni altra fonte e che nnon presentao nemmeno il rischio di esplosione, al contrario, per esempio, di carbone, gas, petrolio.

Il grande pericolo di una centrale nucleare è l’emissione di radiazioni in grande quantità. Evenienza peraltro rara e poco probabile, perché i reattori sono dotati di numerosi sistemi di contenimento e di sicurezza: Chernobyl non può certo essere un esempio di inefficienza dei sistemi di contenimento, perché in quel caso furono gli addetti alla centrale che, in modo del tutto criminale, rinunciarono a questi sistemi per condurre i loro test più velocemente.

Fukushima rappresenta in pieno, invece, le grandi capacità di offrire sicurezza delle centrali: nonostante un terremoto di una potenza mai registrata in precedenza, nonostante uno tsunami con onde di una quindicina di metri di altezza che ha messo completamente fuori uso tutti i sistemi, la centrale ha resistito e nessuno è morto per le radiazioni.

Pensate anche solo per un istante ad un terremoto del 9 grado Richter che dovesse colpire una diga idroelettrica, o ad un’onda anomala alta quanto un palazzo di quattro o cinque piani che si abbattesse su una raffineria di petrolio situata vicino alla costa. Gela, per esempio. Quante centinaia di morti dovremmo contare? E quali danni ambientali ci troveremmo ad affrontare, a seguito di questi eventi?

Contents.media
Ultima ora