Il caso legato al drammatico incidente avvenuto a Ceriale torna al centro dell’attenzione dopo la diffusione di un nuovo video da parte di Y.B., 19 anni, passeggero della Fiat 500 coinvolta nello schianto. Nel contenuto, il giovane — già finito nella bufera per precedenti filmati pubblicati subito dopo l’incidente — rilancia toni provocatori e minacciosi, alimentando ulteriormente la polemica e lo sdegno pubblico già esploso nei giorni successivi alla morte di Sofia Barberi e al grave ferimento di Emma Brasca.
Incidente a Ceriale, parla il padre dell’autore del video: “L’ho mandato via”
Parallelamente alle polemiche, proseguono gli accertamenti sull’incidente avvenuto nella zona tra Alassio e il tratto dell’Aurelia interessato dallo schianto. La Fiat 500, condotta da una neopatentata 18enne identificata come N.L., è sotto indagine per omicidio stradale, pur risultando negativa ad alcol e droghe.
Secondo le prime ricostruzioni, l’auto avrebbe effettuato un sorpasso su un rettilineo finendo nella corsia opposta e travolgendo lo scooter su cui viaggiavano le due ragazze. Tra le ipotesi al vaglio c’è anche quella di una manovra improvvisa legata a una frenata del veicolo che precedeva la Fiat 500. Le immagini delle telecamere di sorveglianza, già acquisite, sarebbero decisive per chiarire la dinamica.
La Procura di Savona ha inoltre disposto l’autopsia su Sofia prima del rilascio della salma per i funerali.
Sul fronte umano e familiare, la giovane conducente e i suoi genitori, attraverso l’avvocato Paolo Larceri, hanno espresso shock e dolore, chiarendo che i due passeggeri non erano conoscenti ma semplici autostoppisti incontrati poco prima dell’incidente durante una vacanza a Borghetto Santo Spirito, ospiti in una casa a Tromello. I familiari della ragazza alla guida hanno inoltre condannato con fermezza il comportamento del 19enne, definendolo un caso di “sciacallaggio” mediatico sul dolore altrui.
Il padre del giovane, Moustapha B., ha raccontato di averlo allontanato da casa dopo la vicenda e ha dichiarato: “Ha fatto un grande sbaglio con quel video, per questo l’ho mandato via”. Ha poi aggiunto: “Mi sa che il mio piano di fare la bella vita in Italia è fallito”, riferendosi alle parole pubblicate dal figlio prima di lasciare l’Italia.
Lo stesso padre ha espresso il proprio dolore con parole molto forti: “Io e mia moglie siamo disperati, è come fosse morta nostra figlia. Vogliamo chiedere perdono ai genitori di Sofia ed Emma”, ribadendo il desiderio di incontrare le famiglie delle vittime per chiedere scusa personalmente e chiudere un capitolo che ha sconvolto entrambe le famiglie coinvolte.
Incidente mortale a Ceriale, nuovo video choc del passeggero sui social: “Se vengo lì vi sparo a tutti”
Nel terzo video diffuso online, Y.B., 19 anni, passeggero della Fiat 500 coinvolta nel drammatico incidente avvenuto a Ceriale lungo l’Aurelia, torna a farsi sentire con toni ancora più aggressivi. Il giovane – che non era alla guida del veicolo e per questo non risulta tra gli indagati per la guida dell’auto – è legato al sinistro in cui hanno perso la vita Sofia Barberi, 22 anni, mentre la sua amica Emma Brasca è rimasta gravemente ferita, con conseguenze permanenti e un’amputazione. Dopo aver diffuso in precedenza video girati subito dopo lo schianto e altri contenuti in cui ironizzava sulla fuga dall’Italia, questa volta avrebbe inviato dall’estero un messaggio audio in cui non arretra rispetto ai toni provocatori.
Nel contenuto, il 19enne sostiene che le reazioni contro di lui avrebbero coinvolto la sua famiglia e nega ogni responsabilità morale, dichiarando di non ritenere di dover chiedere perdono per quanto accaduto. Nel messaggio afferma: “Sono venuti a casa mia e per poco non hanno preso mio padre a pugni. E io dovrei chiedere scusa? Per cosa? Perché da ubriaco ho fatto un video mentre ridevo di una mia amica che ha rotto la macchina? Non ho fatto nulla di male, lavatevi il cervello prima di parlare”.
Poi aggiunge anche un passaggio ancora più duro: “Avrò pure sbagliato, ma ci sono modi e modi. Siete fortunati perché voglio bene alla mia famiglia se no vengo lì e vi sparo a tutti”. Le sue parole vengono percepite come ulteriori offese al dolore delle famiglie delle vittime e alimentano lo sdegno pubblico già nato dai precedenti video diffusi sui social.
