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Iran in ginocchio: il crollo del rial e l'impatto sui prezzi delle necessità

Iran in ginocchio: il crollo del rial e l'impatto sui prezzi delle necessità

Il rial iraniano ha raggiunto un nuovo minimo storico contro il dollaro USA, scendendo a oltre 2 milioni di rial per dollaro sul mercato libero.

L’economia iraniana sta affrontando una crisi senza precedenti. Il rial ha raggiunto un nuovo minimo storico contro il dollaro USA, scendendo a oltre 2 milioni di rial per dollaro sul mercato libero. Questa situazione è il risultato delle sanzioni più severe mai imposte dagli Stati Uniti, che stanno soffocando l’economia di Tehran. La guerra in corso, iniziata il 28 febbraio, ha ulteriormente aggravato la situazione, rendendo la vita quotidiana sempre più difficile per i 92 milioni di abitanti dell’Iran.

L’impatto sui prezzi delle necessità

Per comprendere l’entità della crisi, è utile esaminare l’aumento dei prezzi dei beni di prima necessità. Prima della guerra, 2 milioni di rial potevano acquistare circa 4 kg di pomodori, mezzo chilo di pollo e quasi un litro di olio da cucina. Oggi, la stessa somma compra meno della metà.

I prezzi dei pomodori sono aumentati del 71%, quelli del pollo del 74% e l’olio da cucina del 177%. Anche i medicinali essenziali sono diventati inaccessibili: l’insulina è aumentata del 642%, il paracetamolo del 93% e il latte in polvere del 95%.

Le testimonianze di chi vive la crisi

Afsaneh, una madre di 35 anni che vive a Tehran con suo marito e un figlio di un anno, racconta come la sua famiglia stia affrontando la crisi.

Il loro budget settimanale per la spesa è aumentato del 20-30%. “Prima della guerra, potevamo pianificare il nostro futuro, ma ora la nostra unica preoccupazione è arrivare alla fine del mese con il reddito che abbiamo”, dice Afsaneh. Le spese per l’asilo nido sono salite a circa 500.000 tomans al giorno, una somma difficile da sostenere per la sua famiglia.

Le difficoltà degli imprenditori

Zamir, un imprenditore di 35 anni nel settore della moda maschile, ha visto le sue vendite crollare del 40% rispetto all’anno scorso. “È prevedibile che molti di noi andranno in bancarotta prima della fine dell’inverno”, afferma. I costi di produzione e i salari sono aumentati, rendendo difficile mantenere in attività le imprese. “Tutto è diventato più costoso”, spiega Zamir. “Dai salari dei lavoratori ai costi delle materie prime, ogni voce di spesa è aumentata.”

La situazione nelle zone costiere

Salama, una madre di 28 anni che lavora come pescatrice nella provincia di Hormozgan, racconta come la crisi abbia colpito la sua famiglia. “Prima della guerra, facevamo la spesa settimanale con 500.000 tomans, ora spendiamo almeno 5 milioni di tomans per le stesse cose”, dice. I medicinali per bambini e le visite mediche sono diventati costosi, rendendo la vita ancora più difficile per le famiglie.

La guerra non ha creato i problemi economici dell’Iran, ma li ha amplificati. I danni causati dal conflitto, la disorganizzazione della produzione e il blocco navale degli Stati Uniti hanno aggiunto nuove pressioni. La disoccupazione e il potere d’acquisto stagnante hanno ridotto la capacità delle famiglie di affrontare queste sfide. Per milioni di iraniani, la domanda non è più quanto sono aumentati i prezzi, ma quanto di un mese di stipendio può ancora comprare un mese di necessità.

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