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La famiglia durissima: “La morte di Archie è stata una barbarie”

L'accusa: “La morte di Archie è stata una barbarie e nessun'altra famiglia dovrà mai più provare quello che siamo stati costretti a provare noi adesso"”

Archie con sua madre, Hollie Dance

Un durissimo attacco contro il sistema giudiziario del Regno Unito che ha avallato una morte prima ancora della speranza che Archie Battersbee alla morte sfuggisse o arrivasse il più tardi possibile: dopo il decesso indotto del ragazzino in coma vegetativo la famiglia di Archie accusa: “La sua morte è stata una barbarie”.

I congiunti del ragazzo a cui è stata arbitrariamente staccata la spina promettono battaglia assieme all’associazione che ha seguito la dolorosa vicenda e le lotte di mamma Hollie Dance.

“La morte di Archie è stata una barbarie”

E in una nota i familiari di Archie sperano che “nessuna famiglia debba passare quello che abbiamo passato noi“. In particolare a dire la sua è stata Ella Rose Carter, la fidanzata del fratello maggiore di Archie, Tom, che come riportano i media britannici ha detto: “Non c’è assolutamente nulla di dignitoso nel guardare un membro della famiglia o un bambino soffocare”.

E ancora: “Speriamo che nessuna famiglia debba passare quello che abbiamo passato noi. È barbaro”. E il Christian Legal Center, un gruppo che ha sostenuto la famiglia di Archie, ha espresso le sue condoglianze chiedendo contestualmente una “revisione e riforma giudiziaria urgente”.

Il Clc: “Riformare immediatamente la legge”

Andrea Williams, amministratore delegato del Clc ha dichiarato: “I nostri pensieri, le nostre preghiere e il nostro sostegno sono con la famiglia di Archie in questo tragico momento”.

E poi: “Continueremo a sostenere la famiglia, come abbiamo sempre fatto, da quando sono venuti da noi dopo essere stati emessi con procedimenti legali dell’ultimo minuto per rimuovere il supporto vitale da Archie”. La chiosa è polemica: “Gli eventi delle ultime settimane sollevano molte questioni significative, tra cui domande su come viene definita la morte, come vengono prese queste decisioni e il ruolo della famiglia. Nessuno vuole vedere altre famiglie vivere quello che hanno passato.

Dobbiamo vedere una revisione e una riforma urgente del sistema”.

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