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La magia del veglione di capodanno 2013 New Year’s Tale alla discoteca La storia di Caserta

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babborock

Finalmente recupero completamente le forze.

Dopo una lunga notte di…stremanti festeggiamenti! Finalmente a trent’anni comprendo la vera valenza del veglione.

Cosa rappresenta rimanere svegli fino alle luci dell’alba e oltre per salutare il nuovo anno? semplice, un rito di passaggio! La mezzanotte segna la fine di un anno che va in un punto oscuro di nonritorno, mentre nel senso inverso arriva da un punto ignoto, un nuovo anno, carico di speranze e buoni propositi.

Un anno, quello vecchio, leggero o pesante, sottosoglia, felice o davvero devastante. non importa come sia stato, l’importante è dirgli addio per sempre, salutando alla grande il nuovo anno.

All’ultimo secondo, ma con un fior fiore di organizzazione, anche a Caserta il capodanno è stato festeggiato degnamente.

Nella location della discoteca La storia, immersa nello scenario del Belvedere di San Leucio, era a un certo punto difficile comprendere quale fosse il livello di euforia e sano divertimento.

Due sale, una per la dance, ai dischi Dj Sabrina Carnevale, sabrimaDj1

non ho potuto controllare la veridicità delle fonti, ma persone dall’opinione accreditata narrano che a qualcuno all’alba sanguinassero i piedi.

leggenda metropolitana? Può darsi, ma sicuramente nessuno è uscito dalla pista da ballo scontento.

La mia attenzione è stata però interamente carpita dalla sala con musica dal vivo, più nelle mie corde. A Les chiappe l’arduo compito di aprire la serata e scaldare il pubblico. Piacevolissima sorpresa, non solo decisamente brave a scaldare la folla urlante, ma attente nella scelta del repertorio e belle da vedere, sicuramente per gli uomini, e poi decisamente un bell’effetto sul palco.

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A seguire la ormai nota band hard rock stile ACDC versione dialettale, A 380 https://www.facebook.com/pages/A-380/196599307131861?fref=ts, con all’attivo un EP, duri e pure come lo è solo il rock and roll, ma divertenti allo stesso tempo.

Il momento topico della festa è arrivato a notte fonda, quando intorno alle 5 si è presentata sul palco la Riggi’s Army. Come qualcuno ha detto, arruolati perché:” visto che in parlamento ci sono sempre gli stessi, anche qui ci sono sempre gli stessi , ma almeno non come il berlu loro la gente la fanno divertire la gente!”

Variegato l’esercito della Riggi’s army. Vocalists: il dirompente Pasquale Sagnella degli AirCast https://www.facebook.com/theaircast altrnative indie rock band casertana, l’animale da palcoscenico Francesco Albero dei Dica33 https://www.facebook.com/Dica33RockBand?fref=ts, chitarre: L’elegante Dominik ex AirCast e il classico chitarrista eccessivo (cit. bene informate fonti accreditate del settore) Alberto Picazio dei Mojedaar https://www.facebook.com/Mojedaar?ref=ts&fref=ts&__req=2b, Basso: il gigante buono Dario Emanuele degli AirCast, Emilio Memento Toscano dei Garden of heaven https://www.facebook.com/gardenofheavenpage/photos_stream e Giovanni Gaffman Sagnella degli elizabeth o’key http://www.facebook.com/elizabethokey?ref=ts&fref=ts&__req=w batteria: il picchiatore cattivissimo John Brutus Void Palmieri e il piccolo bimbo prodigio Marco Di Mauro degli AirCast . La Riggi’s Army, come al solito, non ha animato la festa: ERA LA FESTA. Un repertorio vario e graffiante, perfettamente appropriato all’evento, un effetto scenico da festa di capodanno in grande stile tra cilindri, cappelli da pirata e maschere. A un certo punto il pubblico si è incattivito, preso dai fumi dell’alcol e della festa, dalla rabbia per un anno trascorso a suon di aumenti di bollette e ribassi degli stipendi, ha iniziato a far volteggiare libera nell’aria qualche sedia…qualche sedia? Ma come è possibile se in giro non ce n’erano manco a pagarle? mistero. Ma nulla di strano si sa, durante i concerti di band cattive, graffianti e coinvolgenti volano sempre oggetti non proprio appropriati, a un certo punti prese dal pogapoga generale iniziavano a volare…le persone. No, non erano vittime di spintoni e prepotenza della folla, semplicemente si lanciavano in capriole giocose sul palco. Per fortuna a parte qualche graffio, nessuno è tornato a casa con ossa slogate o rotte…solo con tanti fischi nelle orecchie, tanti sorrisi…e qualcuno con un cilindro, difeso strenuamente come cimelio della serata. I bene informati narrano che non se lo tolga nemmeno la notte, ma questa potrebbe essere tranquillamente una leggenda metropolitana. E per concludere il quadro, brindisi a manetta con bevande di qualità.

Tutto ciò per dire, una semplice cosa: anno nuovo vita nuova? assolutamente no! Ogni anno a capodanno non cambia assolutamente nulla, ma almeno per una notte tra brindisi, balli, auguri e risate si cavalca l’illusione che l’anno uovo sarà tutto diverso decisamente meglio del precedente. Poi, il pomeriggi dopo ti svegli e scopri che l’autostrada è aumentata, la benzina sfiora addirittura i tre euro al litro,ma i soldi a fine mese, per chi ha un lavoro fisso sono sempre gli stessi…e allora? meglio voltarsi sul cuscino, guardare il cilindro sul comodino e ricordarsi che la notte prima “hann pumpat malament” (cit. fonti accreditatissime!) e io c’ero. 🙂

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