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Le condizioni poste dal governo ucraino per la pace passano per la resa di Mosca

"Arrendetevi e ci metteremo d'accordo": le condizioni durissime condizioni poste dal governo ucraino per la pace passano per la resa di Mosca

Volodymyr Zelensky

Le condizioni poste dal governo ucraino per la “pace” passano per la resa di Mosca, per il via delle truppe e per i colloqui per risarcire il paese attaccato dalla Russia di Putin. In caso contrario? Pare proprio che non se ne farà nulla.

Chi lo ha detto? Praticamente Volodymyr Zelensky, anche se materialmente non è stato il presidente. Lo ha detto all’emittente televisiva “Canale 24” il consigliere del capo dell’ufficio presidenziale ucraino, Oleksiy Arestovich.

Le condizioni del governo ucraino per la pace

Ecco le sue parole: “Non ci sarà alcun compromesso con la Russia sull’occupazione di parte dell’Ucraina per la ‘pacificazione’. Gli occupanti devono lasciare completamente il nostro Paese“. Il portavoce ha parlato di condizioni condivise anche da diplomatici e partner internazionali dell’Ucraina, in primis (ovviamente) Stati Uniti e Regno Unito.

Insomma, Kiev, Washigton e Londra a patti non ci scenderanno e secondo quanto dichiarato dal portavoce tutti i territori attualmente occupati dalle truppe russe dovranno essere abbandonati. E la via del compromesso?

La “strana partita” di Francia e Germania

Chi ci crede, cioè Francia e Germania, si sbaglia di grosso. Anzi, a parere di Arestovich Francia e Germania, “stanno giocando una certa partita con la Russia. Non ci sarà alcuna opzione che consenta ai russi di rimanere qui.

I singoli paesi possono provare a negoziare, dall’Ucraina vediamo chiaramente cosa sta accadendo in Europa“. Neanche ministro degli Esteri di Kiev Dimitro Kuleba pare proprio una colomba: “L’unica vittoria per l’Ucraina sarà la liberazione dei territori occupati, compresa la Crimea e la regione del Donbass“.

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