Legge elettorale, salta il patto sul testo tra Pd-FI-Lega
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Legge elettorale, salta il patto sul testo tra Pd-FI-Lega

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Il percorso sulla nuova legge elettorale aveva portato ad un patto tra il Pd, il Movimento 5 Stelle e Forza Italia e la Lega. Ora quel patto non c’è più. Dopo la caduta su un emendamento di Micaela Biancofiore (FI) votato a scrutinio segreto (il terzo di un centinaio im programma ), il capogruppo del Pd Ettore Rosato ha accusato i grillini di aver tradito il patto e ha dunque chiesto alla Presidente Laura Boldrini di fermare la seduta per verificare se ci sono le condizioni per andare avanti o per il ritorno del testo un commissione.

Legge elettorale, l’emendamento Biancofiore

Il primo ostacolo alla votazione della nuova legge elettorale, è stata la caduta dell’emendamento proposto da Micaela Biancofiore, che propone di cancellare i 7 collegi del Trentino Alto Adige ancorati alle regole del Mattarellum (uninominale vero) e di convertirli in collegi con riparto proporzionale dei voti concordato nel resto d’Italia per il modello tedesco.

Legge elettorale, i voti contrari

Ufficialmente il fronte dei 4 grandi partiti è contrario all’emedamento, ma quando scatta lo scrutinio segreto i sì prevalgono sui no: 270 contro 256.

All’improvviso però, il colpo di scena.

Un errore tecnico degli addetti alla votazione elettronica svela che a votare a favore siano stati sia Forza Italia che Movimento 5 Stelle. A seguito dell’errore, è arrivato il commento del relatore Emanuele Fiano: “La legge elettorale è morta e l’hanno uccisa i 5 Stelle“.

Oggi il M5S ha dimostrato che la sua parola non vale nulla“, ha rincarato la dose il presidente dei deputati Pd Ettore Rosato. “La legge elettorale va fatta“, ha detto condannando i franchi tiratori e chiedendo una sospensione della seduta. Restano da effettuare altre 200 votazioni, molte delle quali a scrutinio segreto, tra oggi e domani. Il voto finale è stato fissato dalla conferenza dei Capigruppo di Montecitorio alla tarda mattinata di martedì prossimo.

Ultimatum Pd

Rosato è stato perentorio all’apertura dell’assemblea dei deputati democratici: o i quattro partiti votano compatti sulla riforma elettorale o il Pd tornerà alla sua proposta, il Rosatellum. E più tardi, sulla scelta di Grillo di dare l’ultima parola agli iscritti, Rosato ha dichiarato che il Pd rispetterà le procedure interne al Movimento, ed è disposto “a venire incontro a questa esigenza“, pertanto “si voterano tutti gli emendamenti e gli articoli della riforma elettorale in questi giorni, ma il voto finale, se la presidente della Camera sarà d’accordo, si farà lunedì“. Ma nonostante questa apertura, il Presidente dei Deputati ha lanciato un ultimatum al Movimento: “Avvertiamo però che o il testo è quello concordato dai 4 partiti oppure non c’è blog che tenga, fuori da quel testo non c’è la possibilità di fare la legge elettorale”

La parola degli ex cinquestelle

In mattinata erano stati gli ex M5s ad attaccare gli ex colleghi di partito.

Riuniti in una stessa conferenza stampa Walter Rizzetto (ora Fdi), Cristian Iannuzzi (Misto), Massimo Artini e Tancredi Turco (entrambi nel Misto, anche se riuniti in Alternativa Libera). “Gridiamo all’inciucio di 4 forze politiche su una legge fondamentale che invece andrebbe condivisa” dice Rizzetto. Secondo gli ex grillini è “un tradimento” dei valori contenuti nel documento dell’8 settembre 2007, quello del V-Day, in cui “c’era l’elezione diretta e il voto di preferenza”.

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