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Marco Carta, la semplicità di un coming out in musica
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Marco Carta, la semplicità di un coming out in musica

Marco Carta
Marco Carta

Il bellissimo coming out in diretta tv di Marco Carta è un esempio per tutti. Nel nuovo singolo tutta la sofferenza e la voglia di raccontarsi.

Un primo bacio raccontato in musica. Marco Carta commuove con il nuovo singolo “Una foto di me e di te“, forse il suo brano più emozionante perchè intrecciato ad un coming out sofferto, sentito, fortemente voluto. Si è fatto coraggio l’ex vincitore di Amici e, superato ogni timore, ha deciso di rivelarsi davvero in una commovente intervista a Domenica Live nel corso della quale il 33enne sardo ha raccontato di essere omosessuale e felicemente innamorato del suo attuale compagno. Il coming out di Marco Carta è l’epilogo di un percorso introspettivo non facile, e nasce con una duplice volontà: lasciarsi definitivamente alle spalle il peso di una sofferenza che per anni lo ha accompagnato ma anche essere d’esempio per le nuove generazioni, perchè possano parlare di omosessualità senza paure e timori di essere giudicati, messi da parte, dimenticati.

Marco Carta, il coming out

“Le cose belle spesso spaventano – ha raccontato emozionatissimo a Barbara D’Urso – e si ha anche paura, penso, di essere felici.

E’ un po’ un controsenso, ma essere liberi è impagabile, e dire le cose perchè le vuoi dire tu, quando vuoi tu e come vuoi tu, per me in questo momento è priorità. Talvolta il mio silenzio è stato un po’ profanato, però adesso me lo sono lasciato alle spalle”. Il nuovo singolo, ha spiegato Carta, ricorda un appuntamento mancato con il padre, una lunga attesa seduto sulle scale, senza mai vederlo arrivare. Ma parla anche, ha sottolineato, “del primo bacio, ma non di quello dato a scuola ma del primo bacio che mi ha lasciato senza respiro, il primo bacio che ho dato a un ragazzo”. Parole dalle quali trapela la volontà di iniziare davvero, di non nascondersi più e di mostrarsi per ciò che si è davvero. Ma anche di sottolineare la “semplicità” di un coming out, da leggere con assoluta normalità e non certo come un evento del quale stupirsi.

Marco Carta è fidanzato

Dopo l’annuncio in diretta tv, Marco Carta ha anche raccontato di essere felicemente fidanzato e innamorato di un uomo.

Si tratta di una persona comune del quale il cantante intende tutelare la privacy. Il vincitore di Amici, a questo proposito, si è detto favorevole al matrimonio gay e alle adozioni. Prendendo come esempio la sua stessa vita, Marco ha ricordato l’assenza del padre (che ha comunque perdonato), ed il breve periodo trascorso con la madre. Certamente meglio essere abbracciati e guidati da due padri o due madri, piuttosto che crescere senza genitore alcuno. “Un bambino impara l’amore, l’educazione, i valori dai genitori. Non impara l’orientamento sessuale”. Quello, sempre secondo il cantante, non si insegna e non si impara. Si tratta di una “cosa innata e non influenzabile”.


Gli impegni lavorativi di Marco Carta

Insomma un nuovo inizio per Marco Carta, con un 2019 ricco di impegni: accanto alla sua attività musicale infatti, prenderà parte a Guess my Age – Indovina l’età, programma capitanato da Enrico Papi al via dal 1 gennaio alle 20.30 su Tv8.

La regola? indovinare l’età di sette sconosciuti affiancando ai concorrenti in gara, per le prime nove puntate, un vip. Oltre a Marco Carta, interverranno anche Mara Maionchi, Giulia De Lellis, Alda D’Eusanio, Alessio Viola, Frank Matano, Enrica Bonaccorti, Anna Billò e Federica Masolin.

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4 Commenti su Marco Carta, la semplicità di un coming out in musica

  1. Il titolo che compare sul web è di un’infamità totale: “Marco Carta rivela i nomi dei cantanti gay non ancora dichiarati”.
    Per fortuna, non corrisponde minimamente a verità. Prego voler correggere, anche perché l’interessato potrebbe arrabbiarsi e querelare, e farebbe benissimo.

  2. Ma stai dando i numeri, Marco Carta Spero non ha mai fatto i nomi dei suoi colleghi.Fossi in Marco ti farei una bella denuncia!

  3. Dice che l’ orientamento sessuale è innato… È la sua opinione. La mia, è osservare che anche a lui è mancato il genitore omologo, come Luca Di Tolve e come altri che non hanno potuto sviluppare un carattere maschile, erotizzando questa mancanza durante la crescita, sentendosi attratti dallo stesso sesso (omosessualità).
    Stanno ancora cercando il “gene gay” per confermare la teoria innatista, ma non esiste. Omosessuali si diventa, quando manca l’ identificazione col genitore omologo (o con figura vicaria dello stesso sesso).
    Vedi John Bowlby, Elizabeth Moberly…

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