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Vittorio Sgarbi svela la verità sul bunga bunga e Imane Fadil

Alle "cene eleganti" partecipavano decine di ragazze "mantenute, non prostitute". Imane Fadil "non sapeva nulla, era una comparsa".

Vittorio Sgarbi sul bunga bunga
Vittorio Sgarbi sul bunga bunga

Vittorio Sgarbi ha commentato la morte della modella marocchina Imane Fadil e ha svelato la verità sul bunga bunga. “Ho partecipato a tutte le cene”, ha dichiarato il critico d’arte, intervistato dal Giornale. “Non saranno state eleganti, ma di cene si trattava. Io e Silvio eravamo gli unici maschi, sempre e solo io e lui. Sempre”. Insieme a loro, poi, c’erano decine di ragazze: “Io ne portavo dieci, le sue [di Berlusconi, ndr] erano una ventina”. Il gruppo trascorreva la serata dilettandosi con “conversazioni allegre”, soprattutto grazie al Cavaliere che “iniziava a raccontare le sue barzellette, con grande impegno e sfoggio di recitazione”. Veniva poi la volta delle canzoni. Berlusconi “intonava le sue preferite e le fanciulle formavano un coretto”.

“Erano mantenute, non prostitute”

Al termine della cena, Sgarbi, Berlusconi e le ragazze si spostavano insieme in una saletta sotterranea della villa di Arcore.

“Io e lui parlavamo dei fatti nostri”, ha continuato il critico, “mentre le ragazze ballonzolavano la lap dance. Grossomodo all’una, una e mezzo, fino alle due, due e mezzo. Poi, tutti a dormire. Se qualcuna è andata a letto con lui, sono fatti loro, non mi riguarda. Ma tutta la costruzione sul bunga bunga, i balli discinti, i toccamenti, le avance, le allusioni anche pesanti: è tutta fantasia“.

Le ragazze non avevano alcun nesso con la prostituzione, ha assicurato Sgarbi: “Per me erano mantenute. Mantenute, non prostitute, che è tutta un’altra cosa. Avevano un rapporto stabile con lui ed erano assolutamente indisponibili con me, anche se io sono un grande seduttore. Qualcuna mi osservava con occhi ammiccanti, ma non ne ho mai conquistata nemmeno una.

Invece, un paio di mie amiche dopo qualche serata sono passate dalla sua parte del tavolo”.

“Fadil non sapeva niente”

Sgarbi ha poi escluso che Imane Fadil sia stata uccisa in quanto testimone chiave del processo Ruby contro Silvio Berlusconi. “Sapeva troppo? No, non sapeva niente“, ha dichiarato. A quelle serate nella villa del Cavaliere, però, la ragazza c’è stata: “Di una cosa sono sicuro. Io ad Arcore l’ho incontrata in occasione delle famose cene del bunga bunga. Può benissimo essere che Berlusconi non abbia memoria. Lei a queste cene è venuta qualche volta, ma era una comparsa, una presenza laterale, sfocata. Defilata rispetto a Iris Berardi, Marysthell Polanco e le altre al centro della scena. Non avendo osservato nulla di strano, nulla di anomalo, nulla, ma proprio nulla, di piccante, Fadil si è inventata questa storia del diavolo.

È difficile parlare di chi non c’è più, ma la verità è che questa modella si era fatta un film da sola, in assenza di fatti concreti”.


Nata in provincia di Monza e Brianza, classe 1994, è laureata magistrale in "Lettere moderne" presso l’Università degli Studi di Milano. Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per la rivista Viaggiare con gusto.


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Lisa Pendezza

Nata in provincia di Monza e Brianza, classe 1994, è laureata magistrale in "Lettere moderne" presso l’Università degli Studi di Milano. Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per la rivista Viaggiare con gusto.

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