A Platì, in provincia di Reggio Calabria, una madre ha investito la propria figlia di tre anni con la macchina durante una manovra, trasformando un momento quotidiano in una tragedia irreparabile. L’episodio, avvenuto per un tragico incidente, ha scosso profondamente la comunità locale e riportato l’attenzione sulla drammaticità delle fatalità domestiche.
Platì, mamma fa retromarcia con la macchina e investe la figlia di 3 anni: morta sul colpo
A Platì, nel territorio della provincia di Reggio Calabria, si è verificato un drammatico episodio che ha sconvolto la comunità locale. Una mamma, durante una manovra di retromarcia, ha accidentalmente investito la propria figlia di soli 3 anni, provocando un esito purtroppo fatale. La piccola non ha avuto scampo nonostante il rapido intervento dei soccorsi, che si sono attivati immediatamente dopo l’incidente.
Secondo quanto emerso dalle prime verifiche delle forze dell’ordine, l’episodio risalirebbe alla sera di martedì 16 giugno, anche se la notizia è stata diffusa solo successivamente. I Carabinieri, intervenuti sul posto dopo la segnalazione alla Procura di Locri, hanno effettuato i rilievi necessari per chiarire la dinamica. Le indagini hanno confermato la natura accidentale della tragedia, trasformata in pochi istanti in un evento irreversibile.
Platì, mamma investe la figlia di 3 anni: dolore e cordoglio di una comunità sconvolta
La tragedia ha profondamente colpito non solo la famiglia, ma l’intera comunità di Platì, che si è stretta in un silenzio carico di dolore e incredulità. La bambina, ricordata come la piccola Marisa, è diventata simbolo di una perdita che ha unito tutti nel lutto.
Il sindaco Giovanni Sarica ha espresso il cordoglio dell’amministrazione con parole particolarmente sentite: «Ci sono notizie che spezzano il cuore e davanti alle quali le parole sembrano non bastare» e ancora «Quando viene a mancare una bambina, viene colpita l’intera comunità». Il primo cittadino ha aggiunto: «Si spegne un sorriso, un sogno, una vita che aveva ancora tanto da donare e da vivere».
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