Monossido di carbonio: evacuata scuola elementare per fuga di gas
Monossido di carbonio: evacuata scuola elementare per fuga di gas
Roma

Monossido di carbonio: evacuata scuola elementare per fuga di gas

monossido di carbonio

Fuga di monossido di carbonio nel locale caldaia di una scuola elementare di via Giuseppa Silla, in zona Giustiniana alla periferia di Roma.

Fuga di monossido di carbonio nel locale caldaia di una scuola elementare di via Giuseppa Silla, in zona Giustiniana alla periferia di Roma. I vigili del fuoco sono intervenuti tempestivamente sul luogo con due squadre e il nucleo NBCR (Nucleare, Batterio, Chimico, Radiologico). Per salvaguardare l’incolumità degli alunni, la scuola è stata fatta evacuare e non sono stati registrati feriti.

L’evacuazione

Seicento alunni dell’Istituto Comprensivo Statale “La Giustiniana” di via Giuseppe Silla, a Roma, sono stati evacuati per motivi di sicurezza. Stando a quanto si apprende, infatti, si sarebbe verificata una perdita di monossido di carbonio dalla caldaia dell’edificio.

Ad accorgersi della perdita di gas sono stati alcuni operatori della scuola elementare che non hanno esitato a chiamare i soccorsi. Successivamene hanno fatto evacuare tutti i bambini. A seguito dell’allarme, sono intervenuti i vigili del fuoco che hanno disposto due squadre e il nucleo NBCR; sono intervenuti subito anche i tecnici della società fornitrice del gas.

L’allarme di fuga di monossido di carbonio è stato dato tempestivamente e le procedure di evacuazione si sono svolte in breve tempo e senza alcuna difficoltà.

Questo ha fatto si che nessuno tra corpo docenti, tecnici della scuola e alunni sia rimasto intossicato.

Monossido di carbonio: i rischi

Il monossido di carbonio è anche conosciuto come “l’assassino invisibile”. L’avvelenamento avviene a causa di un gas altamente tossico, che tuttavia è inodore, incolore, insapore e non irritante; quindi quasi del tutto impercettibile. Il suo alto livello di pericolosità dipende in gran parte dal fatto che il monossido di carbonio è compatibile con l’emoglobina (molecola che le lega l’ossigeno e lo trasporta in tutti i tessuti) fino a 200 – 300 volte in più rispetto all’ossigeno.

Le conseguenze di un’intossicazione da CO dipendono dalla durata di esposizione e dalla concentrazione del gas inalato e possono essere lievi, come cefalea, nausea, vomito, stanchezza, oppure anche più gravi come confusione mentale, perdita di coscienza, sopore, coma, convulsioni, ma anche dolore toracico o cardiopalmo. Concentrazioni elevate o esposizioni molto prolungate possono essere letali; occorre fare molta attenzione ai sintomi, da non confondere con quelli di altre patologie, come intossicazione alimentare o sindrome influenzale.

Periodo più a rischio

La maggioranza dei casi si verifica nel periodo invernale, con un escalation nei periodi più freddi o caratterizzate da ondate di freddo.

Lo sprigionarsi di questo gas tossico in genere è causato dalla cattiva combustione di carburanti contenenti carbonio. Il gas si genera all’interno di impianti di riscaldamento difettosi, installati scorrettamente, o quando vengono utilizzati dispositivi impropri, come i bracieri, o camini mal funzionanti. Questi dispositivi sono particolarmente pericolosi quando si concentrano in ambienti chiusi come le stanze di una abitazione, garage o cantine

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