Nelle ultime ore l’incendio che interessa Monte Faeta, in Lucchesia, ha mostrato segnali di miglioramento, pur restando sotto stretta osservazione. Le autorità competenti e le squadre di intervento hanno progressivamente contenuto il fronte, con il tecnico del centro operativo nazionale Vigili del fuoco Francesco Di Felice che ha definito l’area di Lucca “sotto controllo” e il rogo “quasi spento“.
Contestualmente, molte delle oltre 3mila persone evacuate in via precauzionale stanno tornando alle proprie abitazioni perché le condizioni locali lo permettono. Questa prima fase di ritorno segue verifiche puntuali sulla sicurezza di strade, servizi e abitazioni interessate dal fumo o dalle infrastrutture temporaneamente compromesse.
Le operazioni di spegnimento e lo stato del fronte
Le attività di lotta al fuoco hanno visto un impegno coordinato tra Vigili del fuoco, volontari di protezione civile e squadre antincendio boschivo. Nel versante lucchese gli sforzi si sono concentrati nel consolidare il perimetro e nella bonifica delle zone più calde, mentre sul fronte pisano l’azione è stata complicata ma efficace: la cessazione delle raffiche di vento ha infatti favorito le operazioni.
Secondo le rilevazioni ufficiali il perimetro del rogo risulta contenuto per circa il 70%, e i tecnici mirano a completare il contenimento nelle successive ore, proseguendo con interventi mirati sia a terra che, dove possibile e sicuro, con mezzi aerei.
Estensione dei danni e valutazioni tecniche
I rilievi effettuati dai tecnici antincendi hanno aggiornato la stima della superficie percorsa dal fuoco a circa 710 ettari. All’interno del perimetro sono state individuate aree non completamente bruciate o solo parzialmente percorse dal fuoco: queste zone rappresentano elementi critici perché possono riattivare il fronte con rapide riaccensioni, generando colonne di fumo e possibili salti di fuoco. Per questo motivo le squadre stanno effettuando bonifiche puntuali e verifiche continue per prevenire nuovi focolai, utilizzando mappe aggiornate e ricognizioni sul terreno per adattare le priorità operative.
Evacuazioni, rientri e impatto sulle comunità
La misura precauzionale ha portato allo sgombero di oltre 3mila persone, con centri di accoglienza attivati per offrire assistenza immediata. Molti residenti, dopo i controlli di sicurezza e l’attenuazione del pericolo, stanno gradualmente rientrando nelle proprie abitazioni: le autorità locali mantengono però indicazioni stringenti su eventuali restrizioni temporanee. Tra le aree interessate si segnala la minaccia al territorio di Asciano, frazione del comune di San Giuliano Terme (Pisa), dove l’allerta è rimasta alta fino alla stabilizzazione delle condizioni meteorologiche. Le amministrazioni comunali e la Regione hanno coordinato supporto logistico e informazioni ai cittadini per ridurre disagi e garantire sicurezza durante il rientro.
Rischi residui e previsioni meteorologiche
Nonostante i progressi, persiste il rischio di nuove riattivazioni dovute a sacche interne non bruciate o a cambiamenti del vento. Gli esperti sottolineano che aree apparentemente sicure possono riaccendersi e provocare salti di fuoco verso l’esterno del perimetro già tracciato, con conseguente nascita di colonne di fumo. Inoltre, è stato segnalato un possibile cambio della direzione del vento con rotazione a nord-ovest previsto per sabato 2 maggio, situazione che, se confermata, potrebbe generare nuove criticità e richiedere un’ulteriore mobilitazione di risorse sul territorio.
Elementi da monitorare nelle prossime ore
Tra gli aspetti più sorvegliati ci sono le aree che risultano parzialmente percorse dal fuoco, i punti con vegetazione secca e le condizioni di vento locale: questi fattori determinano la probabilità di riaccensioni immediate. Il monitoraggio include rilevazioni termiche notturne, pattugliamenti a terra e la disponibilità di mezzi di primo intervento per intervenire rapidamente in caso di fronte nuovo. Le autorità invitano la popolazione a seguire le comunicazioni ufficiali, a rispettare le ordinanze e a segnalare anomalie o fumi sospetti per consentire una risposta tempestiva.
In chiusura, la situazione su Monte Faeta può essere definita in miglioramento ma non ancora del tutto risolta: il lavoro di Vigili del fuoco, volontari e tecnici continua con l’obiettivo di ridurre al minimo i rischi residui e riportare piena sicurezza alle comunità coinvolte. Le operazioni di bonifica e mappatura resteranno attive fino a quando non sarà certificata la piena estinzione dei focolai; nel frattempo, i rientri a casa proseguono in modo controllato, e le istituzioni garantiscono supporto alle famiglie rimaste coinvolte.