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Moody’s taglia l’outlook dell’Italia ma il Mef non è d’accordo

La caduta del governo di Mario Draghi e il voto anticipato fanno preoccupare Moody’s che adesso taglia l’outlook dell’Italia ma il Mef non è d’accordo

Moody's taglia l'outlook dell'Italia

Moody’s taglia l’outlook dell’Italia ma il Mef non è d’accordo e scoppia la polemica dopo la valutazione al ribasso dell’agenzia di rating Usa: “Un dato opinabile”. Il dato è che l’economia frena e per il secondo mese di seguito la produzione industriale in Italia arretra, scendendo del 2,1% a giugno, dopo il calo di 1,1% a maggio.

Ma quali sarebbero le nubi che Moody’s vede all’orizzonte specie dopo che l’Italia ha deciso di rinunciare alla guida di Mario Draghi e di affidare a nuove elezioni le sue sorti?

Moody’s taglia l’outlook dell’Italia

L’agenzia conferma il rating dell’Italia Baa3 ma rivede al ribasso le prospettive a “negative” da “stabili”. Poi l’avvertimento: sull’Italia ci sono “rischi materiali sulle prospettive di crescita legati all’esecuzione del Pnrr e alle forniture energetiche”.

L’agenzia nota che “la fine del governo Draghi e elezioni anticipate del 25 settembre 2022 aumentano l’incertezza politica“. Quello che preoccupa è l’attuazione concreta del Pnrr con 55 obiettivi da centrare entro l’anno ed un’elezione politica di mezzo. E il governo in carica che dice?

Il Mef: “Il voto anticipato non è un’anomalia”

Il Mef non ci sta e definisce la revisione al ribasso “opinabile”. Dal ministero fanno sapere che i numeri dell’economia italiana, come dimostrato dal dato più che positivo sul Pil del secondo trimestre, “sono buoni, le elezioni anticipate non costituiscono un’anomalia nel contesto delle democrazie europee”.

Il governo resta peraltro “fiducioso” anche “sull’attuazione del Pnrr”.

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