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Morgan critica duramente Pif: la sua “Come un cammello in una grondaia” è stata tagliata

ll noto cantante Marco Castoldi, in arte Morgan, ha fatto sapere che l'esibizione "Come un cammello in una grondaia" è stata tagliata da "Caro Battiato".

Morgan Caro Battiato

Poco prima che venisse trasmesso “Caro Battiato”, lo show-tributo a Franco Battiato condotto da Pif su Rai3, Morgan (al secolo Marco Castoldi) ha pubblicato un messaggio di critica su Instagram dove ha reso noto che la sua “Come un cammello in una grondaia” non è stata inserita nel programma.

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Morgan Caro Battiato, il messaggio pubblicato su Instagram

Il cantante ha affidato ai social un post dai toni taglienti e dai contenuti sarcastici accompagnati nel finale da un applauso di mani: “Pare che dal concerto tributo a Franco Battiato, in onda questa sera, sia stata estromessa la mia esecuzione del brano ‘Come un cammello in una grondaia’, ovvero il mio unico contributo solista […] Decisione irremovibile dell’ottimo conduttore (tale Pif), il quale ha una così profonda conoscenza dell’opera di Battiato da omettere uno dei suoi più importanti capolavori”.

Morgan Caro Battiato, “Non mi frega nulla di apparire”

Poco dopo ha anche condiviso un nuovo post nel quale ha sottolineato: “Allora capiamoci: non sono presenzialista, non mi può fregare di meno se mandano in onda anche sei ore in meno di mio c*****gio. Non mi frega nulla di apparire. Vi è chiaro questo? Cosa mi importa? Fare la mia musica. Punto”.

Morgan Caro Battiato, gli ospiti

Tra gli ospiti attesi nello speciale sono inclusi Gianni Morandi che interpreterà “Che cosa resterà di me”, passando per “Bandiera Bianca” eseguita da Colapesce e Dimartino, senza dimenticare Fiorella Mannoia in “La stagione dell’amore” o ancora “Cuccurucucu” interpretata da Gianna Nannini e molti altri.

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Morgan Caro Battiato, Fabio Cinti: “Sei un guastafeste”

A commentare le lamentele di Morgan, si è unito Fabio Cinti che proprio con il cantante si era esibito in uno dei tre brani.

Cinti, che ha collaborato sia con Morgan che con il Maestro Battiato ha affidato ai social un lungo post di critiche:

“Questo quanto scritto da Morgan ieri sera durante “Caro Battiato”, un post dove lamenta il taglio della sua esibizione solista con “Come un cammello in una grondaia”.
Posso capire il suo disappunto (non conosco i motivi del taglio, ma non è stato certo l’unico brano, il suo, a mancare all’appello, immagino per scelte di tempo e di regia), ma proprio non capisco e non accetto questo dover affossare in modo così cattivo le esibizioni con me e con i suoi Bluvertigo: “decisamente meno importanti, emozionanti, riuscite… secondarie”.
Posso dirlo, caro Marco, una volta per tutte? Non hai più misura, non hai più sensibilità, non hai più classe, non hai più eleganza, non hai più cuore, non hai neanche più capacità di giudizio, e hai perso la luce che ti brillava negli occhi, accecato dal tuo stesso ego, questo tuo stramaledetto onnipresente ego. E hai perso il senso sacro dell’amicizia, soprattutto.
In questi ultimi tempi c’è stata una sequela di comportamenti meschini nei miei confronti, ma ho sempre taciuto pubblicamente, e mi sono perfino scusato se in privato ho cercato di far sentire le mie ragioni, cercando di riportare pace e tranquillità, soprattutto in virtù di quello che negli anni (ormai lontani) mi hai dato, e per affrontare questo tributo affettuoso senza tensioni.
Ma tu proprio non riesci a non metterti sempre davanti, non riesci a non mettere in bocca agli altri che sei il migliore e che se non lo sei è perché qualcuno ti ha impedito di esserlo, in una estenuante, infantile, infinita ricerca di consensi. Basta con questa miseria.
Parli di Battiato come fossi al suo livello: ma non ti rendi conto di quanto gli eri e gli sei lontano? Eppure è così evidente! Sei bravo a ricordarlo, lo sappiamo, bravo con le parole, ma non hai imparato niente, soprattutto in fatto di amicizia e di lealtà. Non bastava essergli amico, collaborare con lui o avere il suo consenso per essere un gigante come lui. Non sei il depositario della sua grandezza, o quantomeno non sei l’unico.
Ormai non canti più con la voce dell’anima, e non senti neanche più chi ti accompagna: abbài come un cane legato a una catena che si è messo da solo, convinto di chissà quali trame contro di sé.
Potevi lamentarti anche senza sminuire gli altri, invece hai scelto ancora una volta di offendere pubblicamente.
Nonostante ciò, “Segnali di vita” è stata splendida, non meno importante, non meno emozionante, non meno riuscita e non secondaria. Semplicemente non eri da solo come nell’altra, e questo non lo hai sopportato, nonostante tu abbia avuto lo spazio che ti meritavi.
Ero così felice e mi stavo godendo lo spettacolo: sei un guastafeste, sei come quei bambini a cui non piacciono i regali ricevuti e allora rompe quegli degli altri”.

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