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Nuovo tour all’ex manicomio di Mombello

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A Mombello, una frazione del comune di Limbiate (MB), è situato l’ex manicomio più grande d’Italia: un complesso di settemila metri quadrati con un gran numero di edifici (una piccola parte funzionante mentre la stragrande maggioranza si trova in forte stato di abbandono e degrado) circondati da un parco molto esteso ormai per lo più invaso da rovi e sterpaglie.

Tutti i palazzi sono ancora in piedi tranne uno, di cui è rimasto solo l’ormai arrugginito cancello perché completamente raso al suolo: quello del reparto agitati, ossia i pazienti considerati più pericolosi.

Il sotterraneo nella sua prossimità è stato murato con diversi strati di mattoni come se si volesse nascondere chissà quale lugubre segreto.

In questo reparto si consumò uno dei cosiddetti delitti del regime fascista: infatti qui venne internato il figlio illegittimo di Mussolini avuto da una liaison extra matrimoniale con Ida Dalser e trovò la morte a soli 26 anni per inedia.

Un altro mistero della casa di cura Antonini si trova nel reparto pediatria, dove le mattonelle al centro di una sala risultano essere state minuziosamente staccate dal pavimento senza essersi rotte e si vocifera sia stata opera di fantasmi.

Se ci si reca lì si trovano intonse ed accuratamente accatastate al centro della stanza.

Procedendo con l’esplorazione si capisce però che i vandali hanno fatto da padroni, distruggendo tutto ciò che è capitato a tiro e bruciando anche parte di alcuni tetti, documenti e materassi.

Inoltre l’ex manicomio è anche stato scambiato per una discarica vista la grande presenza di rifiuti, compresa un’industriale quantità di amianto.

Se le autorità comunali non avessero lasciato a sé tutto quanto si sarebbero potuti recuperare e riqualificare molti edifici, dentro i quali si respira solo aria stantia data dalla muffa e dalla forte umidità.

Per gli amanti del lugubre questa è una meta obbligata dove poter girare filmati, scattare foto, avvertire quella strana sensazione di sentirsi osservati da presenze invisibili e assorbire un po’ di sofferenza di cui è stata teatro questa casa di cura dove venivano praticati elettroshock e altri orribili soprusi come se piovesse.

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