Oriocenter aperto anche il 25 dicembre: le polemiche
Oriocenter aperto anche il 25 dicembre: le polemiche
Attualità

Oriocenter aperto anche il 25 dicembre: le polemiche

oriocenter

L'Oriocenter, il centro commerciale adiacente all'aeroporto di Orio al Serio, Bergamo, sarà aperto anche il 25 dicembre e a Capodanno

A tormentare don Cristiano Re, direttore dell’Ufficio pastorale di Bergamo, è niente meno che il centro commerciale Oriocenter. Creatura di Antonio Percassi che si affaccia all’aeroporto di Orio al Serio, in provincia di Bergamo, esse è il più grande shopping center d’Italia. Apripista per ogni rivoluzione del commercio, all’interno dei suoi negozi sta per scoppiare una cosiddetta guerra di Natale.

Mille firme sono state apposte, su 3000 dipendenti dei 280 negozi, bar e ristoranti presenti all’interno della megastruttura. In calce alla petizione si legge: «Santo Natale, Santo Stefano, Capodanno non si lavora!». Altre petizioni si stanno nel frattempo raccogliendo, mentre si parla di scioperi e picchetti. A essere precisi, la laconica comunicazione del Consorzio Operatori Oriocenter annunciava l’apertura totale il 25 dicembre. Per prima volta nella storia dei centri commerciali, le porte dovranno essere aperte dalle 9 alle 22, come in un giorno qualsiasi, anche nei giorni di Natale e Capodanno.

sciopero Oriocenter

Per prime si è mosso un gruppetto di dipendenti.

A ruota sono poi arrivati i sindacati, con Fisascat-Cisl in testa. Da quando Oriocenter ha inaugurato nel lontano 1998, i sindacati si sono però persi un po’ per strada, concedendo prima due domeniche al mese poi tutte e quattro. Ecco allora che il centro commerciale ha iniziato a restare aperto anche il 2 giugno (Festa della Repubblica, Ognissanti, l’Epifania, l’Immacolata, Ferragosto, Pasquetta e persino il 1° maggio.

Oriocenter: gioia e delirio dei consumatori

Come in una vera e propria città in miniatura, all’Oriocenter è difficile trovare parcheggio. Anche se sono presenti ben seimila posti auto divisi per colore. Si finisce in un carosello di auto che s’incrociano tra un colore e l’altro per interminabili quarti d’ora. Come in una città, ancora, all’interno del centro commerciale si svolgono eventi vari. Tra questi la Festa della Polizia e i frati cappuccini, la raccolta fondi per le missioni e i coccodrilli della Cracking art.

Poi ancora Fedez & J-Ax, l’elettrocardiogramma gratis nella giornata del cuore, la smart-clinic con 10 ambulatori dai prelievi.

Come ogni utopia, anche questa ha la sua sottesa distopia. Moltissimi sono i lavoratori della gigantesca macchina della felicità, che orienta e soddisfa i desideri dei consumatori. Gli stranieri sono presenti quasi solo nella sorveglianza e nelle pulizie. Italiani sono invece quasi tutti gli addetti negli shop. Commesse e commessi che da questo mondo ideale, paradiso di signore, signori, bambini e persino dei cani, almeno a Natale e a Santo Stefano vorrebbero, si può ben capire, evadere.

© Riproduzione riservata

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche