Un tranquillo pomeriggio di inizio giugno interrotto da un episodio che ha sconvolto la comunità di una piccola città statunitense dove si è verificato l’ennesimo episodio legato all’utilizzo di armi da fuoco stavolta il bilancio sembrerebbe davvero elevato, facendo emergere dubbi ed insicurezze relativamente alla libertà di possedere armi di questo tipo.
Armi da fuoco, le assurde leggi USA
In USA contrariamente a quanto accade in Europa ed in Italia non vi sono patentini che regolamentano l’utilizzo di armi da fuoco, ad esempio in Italia bisogna detenere regolare porto d’armi e dichiarare l’arma, in America questo non succede.
Si va all’armeria, si sceglie l’arma da fuoco, la si acquista e si va a casa, come acquistare un qualsiasi altro prodotto, la differenza però è che un’arma può far male a noi stessi e a chi ci sta vicino, serve quindi esperienza per maneggiarla.
Spesso chi l’ha è una persona consapevole ma sono all’ordine del giorno casi di cronaca che hanno coinvolto bambini piccoli che hanno sparato con armi cariche. Nessuna amministrazione ha posto veti o regolamentazioni quindi lì è la normalità avere un’arma per difesa.
Strage in Iowa, morte 6 persone ed il killer
L’ultimo episodio che fa emergere dubbi su questi comportamenti è avvenuto ieri, intorno all’una di pomeriggio in un’abitazione di Muscatine, nell’Iowa orientale.
Un uomo, Ryan Willis McFarland, di 52 anni, ha sparato a 4 persone all’interno della sua abitazione uccidendole, poi è uscito di casa, percorrendo un percorso pedonale che porta al fiume Mississipi che taglia la città, dove si è tolto la vita.
Come riporta TGCom24 la Polizia, nel tentativo di cercare il killer, ha poi rinvenuto altri due corpi in un’altra abitazione dove era presente un’officina. Secondo le prime ricostruzioni le persone morte farebbero tutte parte della cerchia familiare.
Si tratterebbe infatti di un litigio finito male che ha portato poi alla tragedia, sono ancora in corso le indagini al fine di ricostruire esattamente quanto accaduto.