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Pensioni a Quota 102, taglio dell’Irpef e Reddito di cittadinanza: cosa cambierà dopo il voto?

Agenda piena per il governo Draghi: dopo il voto ci si aspetta un cambio per pensioni, Irpef e reddito di cittadinanza.

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Agenda piena per Mario Draghi e il suo operativo: in seguito al voto il premier dovrà occuparsi di numerose questioni spinose come Quota 102, il redditto di cittadinanza e il taglio dell’Irpef

Pensioni, reddito di cittadinanza e Irpef: cosa cambia con Quota 102

La proposta di quota 102 arriva dall’Inps e andrebbe a sotituire l’attuale quota 100. Con questa soluzione, l’uscita flessibile sarebbe fissata dai 63 anni e 39 di contributi (o 64 e 38 e così via), e potrebbe costare un paio di miliardi. 

La Lega è la prima che vorrebbe delle modifiche a questo piano, che ritiene essere rappresentativo di una platea di lavoratori troppo ristretta. Inoltre, sul piatto vi è ancora la questione dell’ampliamento del contratto di espansione, che permetterebbe di andare in pensione fino a 5 anni prima.

Pensioni, reddito di cittadinanza e Irpef: il nuovo sussidio statale

In primis, il governo sta lavorando a una modifica che, introdurrebbe un meccanismo di décalage dell’assegno che scatterebbe nel caso di rifiuto dalla seconda offerta di lavoro. La novità – ad oggi – riguarderebbe un terzo degli aventi diritto, ovvero coloro che sono ritenuti occupabili. È previsto anche un rafforzamento dei controlli preventivi grazie all’incrocio delle banche dati, per evitare ulteriori concedimenti del sussidio a non idonei.

Pensioni, reddito di cittadinanza e Irpef: il taglio alle tasse

Il punto più critico riguarda i fondi da stanziare per un taglio del cuneo fiscale. Secondo le prime anticipazioni si andrebbe da un minimo di 6 miliardi fino ad un’utopica cifra di 10 miliardi, con un intervento di riduzione dell’Irpef per il quale si starebbe ancora valutando il meccanismo.

È stata anche intavolata l’ipotesi di cancellare il Cuaf – il contributo che pagano i datori di lavoro per gli assegni familiari – in virtù dell’entrata a regime dell’assegno unico.

Sarebbe invece esclusa, almeno per il momento, l’abolizione dell’Irap.

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