Nel secondo trimestre del 2026, l’economia giapponese ha mostrato segni di rallentamento, con una crescita del PIL dello 0,3% rispetto al trimestre precedente. Questo dato, pubblicato dal Cabinet Office giapponese, rappresenta il terzo trimestre consecutivo di espansione, ma con un ritmo più lento rispetto al trimestre precedente, quando la crescita era stata dello 0,5%.
La crescita annualizzata si è attestata all’1,1% inferiore alle previsioni degli economisti che avevano previsto un’espansione dell’1,67%. Questo rallentamento è attribuito principalmente alla stagnazione dei consumi privati e alla riduzione degli investimenti che hanno compensato solo parzialmente il contributo positivo delle esportazioni.
Esportazioni robuste ma consumi e investimenti in calo
Le esportazioni giapponesi hanno continuato a mostrare una buona performance, sostenute dalla domanda globale di autoveicoli e semiconduttori settori in cui il Giappone è un leader mondiale.
Tuttavia, i consumi privati sono rimasti piatti in termini reali, mentre gli investimenti sono diminuiti dell’1,2% con un calo annualizzato del 4,6%.
Il contributo delle esportazioni nette al PIL è stato positivo, con un apporto di 0,5 punti percentuali mentre la domanda interna ha avuto un impatto negativo di 0,2 punti percentuali. Questo squilibrio riflette le sfide interne che l’economia giapponese sta affrontando, tra cui l’aumento dei costi energetici e la debolezza dello yen.
Impatto del conflitto in Iran e prospettive future
Il conflitto in Iran ha avuto un impatto significativo sull’economia giapponese, aumentando i costi energetici e mettendo sotto pressione le famiglie e le imprese. Il Giappone, che importa quasi tutto il suo petrolio, è particolarmente vulnerabile a queste fluttuazioni dei prezzi. La debolezza dello yen che ha raggiunto un minimo di 40 anni contro il dollaro USA, ha ulteriormente aggravato la situazione, rendendo più costose le importazioni di materie prime.
Norihiro Yamaguchi, economista capo per il Giappone presso Oxford Economics ha previsto una crescita lenta nella seconda metà del 2026, con un aumento dell’inflazione nel secondo semestre a causa del trasferimento dei costi alle famiglie. “Mentre le esportazioni legate all’AI rimarranno robuste, le attività economiche globali non legate all’AI limiteranno i guadagni complessivi delle esportazioni”, ha affermato Yamaguchi.
Prospettive della Banca del Giappone
Questi dati potrebbero complicare la decisione della Banca del Giappone (BOJ) sulla politica dei tassi di interesse, prevista per settembre. La BOJ ha già aumentato il tasso di interesse di riferimento all’1% a giugno, il livello più alto in oltre tre decenni. La banca centrale sta cercando di normalizzare la politica monetaria dopo decenni di tassi di interesse ultra-bassi e negativi.
Nonostante le sfide, il mercato azionario giapponese ha reagito positivamente ai dati, con il Nikkei 225 che ha registrato un aumento dello 0,3%. Anche i mercati di Corea del Sud e Hong Kong hanno mostrato segnali positivi, con il KOSPI in aumento del 2,4% e l’Hang Seng Index del 1,6%.
Le sfide legate ai costi energetici e alla debolezza dello yen richiederanno un attento monitoraggio da parte delle autorità per garantire una stabilità economica a lungo termine.
