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Lega, blitz GdF a Bergamo: tesoriere Centemero non indagato

La Procura di Bergamo indaga sulla Lega e sul finanziamento illecito al partito. Sotto la lente della magistratura l'associazione "Più voci".

Giulio Centemero

Blitz delle Fiamme Gialle nella sede dei commercialisti della Lega. La Procura di Bergamo apre un filone d’inchiesta per finanziamento illecito ai partiti, sulla base delle dichiarazioni dell’imprenditore romano Luca Parnasi, attualmente in carcere. Il tesoriere del Carroccio Giulio Centemero però non è indagato.

Centemero non indagato

Nuova tegola giudiziaria sulla Lega di Matteo Salvini. Se da una parte prosegue l’inchiesta, e il processo, sui rimborsi elettorali, dall’altra si è aperto a Bergamo un filone che riguarda il possibile finanziamento illecito al partito. Il fascicolo è stato aperto in Procura dopo le dichiarazioni rilasciate del costruttore romano Luca Parnasi, arrestato il 13 giugno scorso. L’imprenditore ha sostenuto di aver fatto “favori” un po’ a tutti i partiti, compreso il Carroccio.

La magistratura vuole quindi vederci chiaro in merito ai 250mila euro che sarebbe stati versati nelle casse dell‘associazione “Più voci” riconducibile alla Lega, con sede appunto a Bergamo. In un primo momento sembrava essere stato iscritto nel registro degli indagati il tesoriere del Carroccio Giulio Centemero, ma a quanto pare invece il fascicolo è a modello 44, cioè senza indagati.

La Procura sta cercando di capire se questi 250mila euro sono transitati nell’associazione per mettere i soldi al riparo da possibili sequestri.

Nella mattinata di lunedì 10 dicembre 2018 quindi c’è stato un blitz della Guardia di Finanza nella sede dei commercialisti della Lega, dove ha sede anche l’associazione “Più voci”. “Ognuno faccia il suo lavoro. Non c’è nulla da trovare né da cercare. Spero facciano in fretta” ha affermato quindi il leader leghista e ministro dell’Interno Matteo Salvini, all’arrivo nella sede di Assolombarda a Milano.

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