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Renzi critico sul governo: “La legislatura durerà, con o senza Conte”

L'ex Premier ha inoltre criticato l'esecutivo accusandolo di avere aumentato le tasse sulla classe media. Dura la risposta degli alleati del M5s.

legge di bilancio

È un Matteo Renzi senza freni quello che emerge in un’intervista concessa al quotidiano Il Messaggero e pubblicata il 2 novembre, dove l’ex Premier critica aspramente alcune scelte del governo Conte di cui fa parte. Renzi ha infatti attaccato l’attuale manovra economica, che a suo dire presenta un’eccessiva tassazione nei confronti della classe media, affermando che pur avendo la certezza che la legislatura durerà fino al 2023 non può dire lo stesso dell’attuale esecutivo.

Renzi critico sul governo Conte

Parlando della questione tasse, l’ex Presidente del consiglio ha voluto precisare come il governo Conte abbia attuato misure diametralmente opposte a quelle varate durante la sua permanenza a Palazzo Chigi dal 2014 al 2016: “Ora c’è bisogno di eliminare i tre principali errori rimasti: le tasse su zucchero, plastica e soprattutto auto aziendali che sono una inspiegabile mazzata alla classe media.

Nella mia esperienza politica ho sempre abbassato le tasse, dall’addizionale Irpef in comune all’Ipt in provincia, fino agli 80€ o Industria 4.0 o l’Irap costo del lavoro o l’Imu prima casa. Non cambio linea adesso. Anzi: rivendico la battaglia culturale”.


Sul tema della durata della legislatura, Renzi si mostra invece sicuro lasciando però trasparire alcuni dubbi sulla solidità del governo Conte: “Dipende da come funziona il governo, non da me. Niente di personale, sia chiaro: a me sta a cuore l’Italia, non il futuro dell’avvocato Conte. […] Che cosa abbia in testa Conte per il suo futuro mi è indifferente: basta che adesso pensi a lavorare per il bene dell’Italia. La legislatura durerà fino al 2023, sicuramente: siamo una democrazia parlamentare e in Parlamento c’erano, ci sono e ci saranno i numeri per un governo che non ci spinga fuori dall’Europa”.

Le reazioni nell’esecutivo

A poche ore dalla pubblicazione dell’intervista non si sono fatte attendere le reazioni dei partiti alleati di governo di Italia Viva.

Su Twitter, il ministro della Cultura del Pd Dario Franceschini accusa Renzi di criticare il Premier Conte in modo da offrire un sponda di attacco facile alle destre: “Repetita iuvant: il Governo Conte è l’ultimo di questa legislatura. Chi lo indebolisce con fibrillazioni, allusioni, retroscena di palazzo, fa il gioco della destra. Forse sarebbe ora di smetterla”.

Della stessa linea il M5s, che attraverso un post pubblicato sulla propria pagina Facebook definisce “giochini di palazzo” le frasi pronunciate da Renzi nella sua intervista: “Ogni tanto ci ritroviamo a leggere interviste o retroscena che trasmettono agli italiani un messaggio ambiguo. Che ricorda tanto la Prima Repubblica. I giochini di palazzo, appartenenti alla vecchia politica, non possono appartenere a questo governo. E se qualcuno ha strane intenzioni deve sapere che non avrà mai il supporto del MoVimento.

Lo vogliamo dire chiaramente: non esiste futuro per questa legislatura se qualcuno prova a mettere in discussione il presidente Conte con giochini di palazzo, immaginando scenari futuri decisamente fantasiosi. Lo stesso vale anche se si continua a indebolire quest’Esecutivo attraverso messaggi che fanno male al Paese e che lo mettono continuamente in fibrillazione”.

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.


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Jacopo Bongini

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.

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