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Riunione Speranza-Cts: sul tavolo eventuali nuove restrizioni nel Dpcm

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Nella riunione tra il Cts e il ministro Roberto Speranza verranno discusse le eventuali restrizioni da imporre per contenere l'aumento dei contagi.

Nel pomeriggio di domenica 11 ottobre si terrà a Roma la prevista riunione tra il Cts e il ministro della Salute Roberto Speranza, nella quale verranno discusse le misure da inserire all’interno del prossimo Dpcm per contenere l’aumento dei contagi da coronavirus di queste ultime settimane.

Sulle eventuali nuove norme anti Covid si è peraltro già tenuto a Palazzo Chigi un vertice di tre ore tra il presidente del Consiglio Conte, i ministri Boccia e Fraccari e i capi delegazione, con l’obiettivo proprio di fare il punto sul Dpcm la cui versione attualmente in vigore scadrà il prossimo giovedì 15 ottobre.

Nuovo Dpcm, riunione tra Speranza e il Cts

Sul tavolo dell’imminente riunione tra il ministro Speranza e il Comitato tecnico scientifico ci sarà l’eventuale adozione di ulteriori restrizioni anti contagio già ventilate nelle ultime ore dai palazzi romani. Tra queste abbiamo ad esempio un probabile ritorno del divieto di spostamenti tra le regioni, con particolare riferimento a quelle con indice di contagio Rt maggiore, e la chiusura anticipata di locali e ristoranti a partire dalla mezzanotte, nonché limitazioni sul numero massimo di persone presenti ai ricevimenti per battesimi, matrimoni, cresime e comunioni.

Nella mattinata del 10 ottobre, il ministro Speranza ha tuttavia spiegato di non avere alcuna intenzione di intensificare le restrizioni oltre una certa soglia in cui possono comportare danni all’economia nazionale: “Il mio obiettivo è evitare l’adozione di misure di contenimento dell’epidemia più drastiche che ovviamente hanno un costo sociale ed economico, che vanno ad impattare sulla vita delle persone”.

“Alzare il livello di guardia”

Commentando la situazione epidemiologica italiana rispetto a quella di altri paesi, Speranza ha poi aggiunto: “I prossimi mesi saranno difficili anche se non siamo messi come gli altri paesi europei, come la Francia, la Gran Bretagna e la Spagna, che hanno molti più casi giornalieri.

Ma la circolazione del virus è comunque significativa, quindi dobbiamo alzare il livello di guardia. Quella delle mascherine obbligatorie anche all’aperto è una prima scelta che va in questa direzione”.

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.


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Jacopo Bongini

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.

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