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Pranzo al sacco in spiaggia: la polemica tra lidi e consumatori in Puglia

Pranzo al sacco in spiaggia: la polemica tra lidi e consumatori in Puglia

In Puglia, i gestori dei lidi vietano il pranzo al sacco in spiaggia, scatenando la reazione dei bagnanti e delle associazioni dei consumatori

L’estate in Puglia si tinge di polemiche. La guerra dei panini in spiaggia ha diviso bagnanti e gestori degli stabilimenti balneari, con situazioni che hanno raggiunto livelli paradossali. Mentre i prezzi dei cibi e delle bevande continuano a salire, sempre più persone optano per il pranzo al sacco portando con sé cibo preparato a casa o acquistato appositamente per l’occasione.

Tuttavia, in Puglia, questa scelta sta diventando un vero e proprio atto di ribellione.

La situazione è particolarmente tesa nel Salento lungo la costa barese e a Taranto dove i gestori degli stabilimenti balneari hanno lanciato una vera e propria guerra al pranzo al sacco. Una regola non scritta, ma rigorosamente applicata, che sta seminando il terrore tra i bagnanti, costretti a nascondere i propri panini per sfuggire ai controlli.

La protesta del presidente della Regione Puglia

La situazione ha sollevato l’ira del presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro che ha preso pubblicamente posizione a difesa dei bagnanti. In un video condiviso sui social, Decaro ha affermato: “Il costo dei lettini è già esorbitante“. Il governatore ha criticato duramente la posizione di Assoturismo, l’associazione che rappresenta gli operatori turistici e balneari, definendo inaccettabile la richiesta di consumare solo all’interno dei bar e dei ristoranti degli stabilimenti.

Decaro ha ricordato l’apposita ordinanza balneare della Regione Puglia, che consente ai bagnanti di introdurre e consumare alimenti e bevande propri sulle spiagge, comprese quelle affidate in concessione. “Le regole in Puglia sul decoro ci sono già dal 2019: è vietato in spiaggia utilizzare plastica monouso“, ha sottolineato il presidente, aggiungendo che chi porta cibo da casa può utilizzare soltanto posate e stoviglie biodegradabili. “Il resto sembra soltanto un modo ‘elegante’ per dire: ‘consumate da noi o niente’“, ha concluso Decaro.

Le posizioni delle associazioni dei consumatori

La polemica ha coinvolto anche le associazioni dei consumatori, che hanno preso posizione a favore dei bagnanti. L’Adoc Associazione per la Difesa e l’Orientamento dei Consumatori, ha denunciato un aumento medio del 25,39% nei prezzi dei lettini e degli ombrelloni, con picchi del 50% in alcune zone come le marine di Porto Cesareo e Nardò. Tra il 2026 e il 2026, il prezzo medio per due lettini e un ombrellone è passato da 25,32 euro agli attuali 31,75 euro.

Le associazioni dei consumatori e i bagnanti, in particolare le famiglie, non vogliono sottostare ai prezzi dei bar e dei ristoranti dei lidi balneari, dove un semplice panino ha raggiunto il prezzo medio di 5-6 euro. “Il costo dei lettini è già esorbitante“, ha ribadito Decaro, sottolineando l’assurdità di chiedere ai bagnanti di consumare solo all’interno degli stabilimenti.

La risposta degli operatori turistici

Dall’altro lato, le associazioni di categoria degli operatori turistici e balneari sostengono che l’accesso in spiaggia con borsoni carichi di cibarie e bevande comporta “un danno economico e d’immagine” al lido. Secondo Assoturismo, la presenza di cibo portato da casa danneggia l’immagine degli stabilimenti balneari e causa un danno economico ai gestori.

Tuttavia, la posizione di Assoturismo è stata duramente criticata dal presidente Decaro, che ha definito inaccettabile la richiesta di consumare solo all’interno dei bar e dei ristoranti degli stabilimenti. “Io credo che non ci siamo proprio: già il costo degli ombrelloni e dei lettini è esorbitante. Ma poi nel nome di un presunto decoro, possiamo chiedere a chi sceglie uno stabilimento balneare di mangiare solo ed esclusivamente all’interno del bar e del ristorante di quello stabilimento?” ha chiesto Decaro, ricordando che le regole sul decoro in Puglia sono già chiare e vietano l’uso di plastica monouso in spiaggia.

La polemica continua a dividere bagnanti e gestori, con situazioni paradossali che vedono famiglie costrette a nascondere i propri panini per sfuggire ai controlli. Mentre i prezzi continuano a salire, la guerra dei panini in spiaggia sembra destinata a protrarsi ancora a lungo.

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