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Quarto Grado sul caso Nada Cella, l’appello della madre a Marco Soracco: “Se sai qualcosa, parla”

Quarto Grado ha affrontato il caso di Nada Cella: in questo contesto, la madre della ragazza ha rivolto un appello Marco Soracco.

omicidio

Nel corso dell’ultima puntata di Quarto Grado, il programma è tornato sul caso di Nada Cella. In questo contesto, la madre della ragazza, Silvana, ha lanciato un appello rivolto all’ex datore di lavoro della figlia, Marco Soracco.

Quarto Grado sul caso Nada Cella, il delitto di via Marsala

Nella prima serata di venerdì 26 novembre, è stata trasmessa una puntata inedita di Quarto Grado condotta da Gianluca Nuzzi durante la quale è stato affrontato il caso Nada Cella, noto anche come il delitto di via Marsala.

L’uccisione della 25enne Nada Cella è avvenuta il 6 maggio 1996 presso lo studio del commercialista Marco Soracco, per il quale la ragazza lavorava da circa cinque anni. A distanza di un quarto di secolo, il delitto di via Marsala – strada che ospitava lo studio di Soracco – risulta attualmente ancora come un caso irrisolto.

In merito alla drammatica scomparsa della ragazza, a Quarto Grado, è intervenuta la madre della vittima che ha lanciato un appello disperato.

Quarto Grado sul caso Nada Cella, l’appello della madre a Marco Soracco: “Se sai qualcosa, parla”

Nella serata di venerdì 26 novembre, la madre di Nada Cella, Silvana, ha rivolto ai telespettatori e all’ex datore di lavoro della figlia, Marco Soracco, il seguente appello: “Chiedo a chiunque sappia qualcosa su mia figlia Nada di parlare con le forze dell’ordine o con il mio avvocato.

Sarete tutelati in tutti i modi e non dovete avere paura. Mi rivolgo anche al datore di lavoro di mia figlia, il signor Soracco, e a sua madre: se sapete qualcosa, vi prego di confessare, di fare uno sforzo e di ricordare. Siamo tutti nella stessa terribile situazione – e ha concluso –. Venticinque anni dopo torno a pregare per sapere qualcosa sulla sorte di mia figlia”.

A venticinque anni di distanza dall’omicidio avvenuto nel 1996, la Procura di Genova ha deciso di riaprire le indagini sul caso Nada Cella, incaricando il professor Emiliano Giardina di condurre delle comparazioni genetiche che non erano state effettuate nel corso delle prime indagini.

Quarto Grado sul caso Nada Cella: Annalucia Cecere accusata di omicidio volontario

In relazione al caso Nada Cella, l’ex maestra Annalucia Cecere è al momento accusata di omicidio volontario. La donna, che abitava nelle vicinanze dello studio del commercialista Soracco sito al civico 14 di via Marsala, pare abbia agito per invidia e gelosia nei confronti della vittima che considerava una rivale in amore. Annalucia Cecere, infatti, era invaghita di Marco Soracco e considerava una storia d’amore con l’uomo come una sorta di riscatto sociale dato il suo status.

Secondo quanto riferito a Quarto Grado da un testimone, Cecere e Soracco si conoscevano e si frequentavano spesso, nonostante il commercialista abbia sempre negato negli anni di aver intrattenuto rapporti con l’ex maestra, asserendo di averla solo intravista di tanto in tanto nel quartiere.

Quarto Grado sul caso Nada Cella, la telefonata ricevuto dalla madre di Soracco 95 giorni dopo l’omicidio

Con la riapertura delle indagini, gli inquirenti hanno appurato che il commercialista Marco Soracco non ha mentitosoltanto sul suo rapporto con Annalucia Cecere ma anche sui sentimenti che nutriva per la vittima.

È emerso, infatti, che l’uomo fosse particolarmente interessato a Nada Cella e avesse più volte tentato un approccio romantico, corteggiandola e facendole spesso avance. La ragazza, però, aveva sempre respinto Soracco.

Un altro dettaglio sul quale le forze dell’ordine stanno indagando riguarda una telefonata ricevuta dalla madre del commercialista, che abitava nello stesso edificio in cui si trovava lo studio del figlio in cui si è consumato il delitto, circa 95 giorni dopo l’omicidio di Nada Cella. In questa circostanza, una donna aveva raccontato alla madre di Soracco di aver visto Annalucia Cecere la mattina dell’omicidio e di aver notato che l’ex maestra aveva i vestiti sporchi e appariva visibilmente scossa mentre metteva in moto il suo motorino.

A questo proposito, la testimone aveva anche riferito: “Siamo in cinque, ma non so perché le altre non parlano”.

Si desume, quindi, che fossero almeno cinque le persone che hanno visto Annalucia Cecere in prossimità dello studio di Marco Soracco la mattina del delitto di via Marsala: gli inquirenti stanno tentando di risalire all’identità delle donne capire ci siano le testimoni che hanno scelto di restare in silenzio per un quarto di secolo.

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