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Russiagate, Trump: “Lede immagine degli Stati Uniti”

Il presidente degli Usa è convinto che sarà trattato giustamente dal procuratore speciale Robert Mueller.

Russiagate

Continua a ricoprire un ruolo importante il caso Russiagate sulla presidenza di Donald Trump. Un’indagine che ha gettato al vento la schiacciante vittoria del magnate americano contro la Clinton. Un caso, quello del Russiagate, che non coinvolge solo il presidente americano e quello russo, ma anche parenti, consulenti e ambasciatori, che avrebbero provato ad interagire tra di loro al fine di creare una partnership in prossimità delle elezioni presidenziali.

Congetture, ipotesi, ancora tutte da valutare ma che, almeno per il momento, mettono in serio pericolo la posizione di Donald Trump e del suo staff.

Russiagate, l’attacco di Trump

Le indagini proseguono e Trump prova a difendersi, spiegando al New York Times che il caso Russiagate “mette gli Stati Uniti in cattiva luce”. Allo stesso tempo, il presidente americano si è detto comunque convinto che sarà trattato giustamente dal procuratore speciale Robert Mueller.

“Nessuna collusione” con la Russia è stata scoperta nel corso dell’inchiesta sul Russiagate, ha poi ripetuto più volte Trump.

La posizione di Facebook

Per fare in modo che nessuno possa fare più ciò che ha fatto la Russia durante le ultime elezioni americane, Facebook ha deciso di assumere nuove persone per la sicurezza. A confermare tale indiscrezione, fu Colin Stretch, vice presidente e capo dell’ufficio legale di Facebook che, durante una testimonianza al Senato nell’ambito del Russiagate, disse che entro la fine del prossimo anno Facebook assumerà 10mila persone, per garantire la sicurezza della piattaforma.

In questo modo, entro la fine dell’anno Facebook andrà così a raddoppiare il numero degli addetti che garantiscono la sicurezza della piattaforma. Tale decisione, è stata presa per prevenire anche manipolazioni come quelle russe nella campagna presidenziale Usa.

Trump rischia impeachment

Il caso Russiagate, potrebbe spingere il presidente Trump a lasciare il proprio incarica. Un caso del genere che accadde precedentemente a Richard Nixon. I paralleli fra le due presidenze si spingono al di là della politica e sono anche economici, con gli esperti che ritengono che, se l’amministrazione Trump dovesse rivelarsi come quella Nixon, e quindi costretta a lasciare, gli investitori devono prepararsi a una correzione del 40%. Il commissario speciale scelto da Trump, Robert Mueller, viene autorizzato a perseguire ogni reato penale che dovesse emergere dalle indagini.


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