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Salerno: tre ragazze molestate da migranti. Il governatore De Luca protesta

Nel comune di Fuorni, provincia di Salerno, un gruppo di migranti del locale centro di accoglienza, hanno molestato tre ragazze del posto. Duro monito del Governatore campano.

Violenza sulle donne
Donna con una mano davanti al viso per fermare le violenze

L’episodio

De Luca arrabbiato

Nuove molestie sessuali nei confronti di donne nel nostro Paese, ancora sconvolto per esempio dagli stupri della ragazza polacca e della trans peruviana a Rimini, e in precedenza da quelli due anziane signore di 76 e 81 anni, rispettivamente a Bari e a Milano. Anche in questo caso che stiamo per raccontare, i responsabili sarebbero alcuni migranti: le violenze sarebbero avvenute nei pressi del centro d’accoglienza a Fuorni, in provincia di Salerno. A raccontare l’episodio, è stato oggi su LIRATV, nel corso di una delle interviste che rilascia ogni venerdì, il governatore della regione Campania Vincenzo De Luca, ex Sindaco della città.

Egli ha riferito che il gruppo di extracomunitari hanno pesantemente infastidito le ragazze salernitane con avances e spintoni e, se tutto non è degenerato, è stato solo grazie all’intervento di alcuni passanti.

“Nessuno si permetta di fare quello che è stato fatto in queste sere”, ha detto De Luca anche come monito alle forze dell’ordine, alla Prefettura e alla Questura perché mantengano una migliore sicurezza per le strade. “Grazie a Dio non è successo niente allo stalking e al fastidio ma apriamo gli occhi. Chi sta qui deve starci nel rispetto rigoroso delle leggi e delle regole di vita altrimenti fuori, senza perdere tempo”.

Il capobranco degli stupri di Rimini avrebbe la tubercolosi

Guerlin Butungu

Intanto in queste ore è emerso un altro dettaglio inquietante sullo stupro della ragazza polacca e della transessuale peruviana, avvenuti entrambi nella notte tra il 25 e il 26 agosto rispettivamente su una spiaggia della frazione Miramare di Rimini e sulla Statale poco distante da parte di quattro extracomunitari, tre minorenni e un maggiorenne. Proprio quest’ultimo, il capobranco, Guerlin Butungu, 20 anni, sarebbe affetto da tubercolosi, come avrebbe dimostrato un test a cui è stato sottoposto. Il giovane, che ha sempre negato ogni addebito, ma ha cambiato tre volte versione – prima affermando di non essere stato presente sulla scena delle violenze sessuali, poi di essersi addormentato e poi ancora dando alla colpa ai tre “ragazzini”, che invece accusano lui di averli istigati –, era arrivato in Italia da irregolare ricevendo poi un permesso di soggiorno umanitario ed ospitalità presso alcune cooperative del pesarese. Ieri Butungu è stato trasferito dal carcere di Rimini a quello del capoluogo umbro nella cosiddetta zona “sex offender”, cioè quella dove sono detenuti e sorvegliati gli accusati di stupro, che per ciò che hanno fatto rischiano subire pestaggi dai compagni di prigione. Questo luogo è inoltre quello dove può iniziare il loro eventuale recupero. Non si sa se le condizioni del 20enne congolese siano gravi e per ora non è stata disposta nessuna profilassi per chi è venuto in con contatti con lui in questo periodo, quindi neanche per le sue vittime.


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