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Covid, la classifica dei luoghi più a rischio contagio

In vista delle feste aumenta la paura dei contagi. Quali sono i luoghi più a rischio?

Luoghi a rischio
Luoghi a rischio

In vista delle feste aumentano le aspettative degli italiani, ma anche la paura del contagio. Una terza ondata e un eventuale lockdown devono essere evitati, per questo è importante riuscire a capire quali sono i luoghi maggiormente a rischio per il contagio da Coronavirus.

Luoghi a rischio Covid

Secondo Francesco Vaia, direttore sanitario dell’Istituto Spallanzani, “la scuola e i trasporti vanno assolutamente preservati e potenziati. Metterli in sicurezza deve essere ora l’obiettivo primario per evitare ad ogni costo che queste strutture possano trasformarsi in potenziali incubatori del virus“. Scuola e mezzi pubblici sono in vetta alla classifica, insieme alla casa e agli ambienti chiusi.

L’80% dei contagi, secondo l’Istituto superiore di Sanità, avviene in famiglia” ha ricordato Roberto Cauda, direttore dell’Unità operativa di Malattie infettive della Fondazione Policlinico Gemelli. “La casa è il luogo dove il rischio è più alto perché in famiglia quasi nessuno tiene la mascherina, mantiene le distanze e usa le precauzioni” ha dichiarato. La pensa nello stesso modo Giuseppe La Torre, prof di medicina del lavoro alla Sapienza. Anche Enrico Girardi, direttore dell’Unità di epidemiologia clinica allo Spallanzani, ha ammesso che “la maggior parte dei contagi avvengono in ambito familiare“.

Anche i ristoranti sono a rischio, perché si consuma il pasto vicini e senza mascherina. Per quanto riguarda i mezzi di trasporto si parla più che altro di trasporto pubblico cittadino, e non di treni e aerei a lunga distanza. Il rischio, secondo La Torre, “può essere ridotto con migliori condizioni di ventilazione“. All’aria aperta, come dimostrato da diversi studi, è più difficile contagiarsi. I luoghi che hanno meno rischio di contagio sono supermercati, biblioteche, musei e ristoranti all’aperto, ma il rischio si abbassa anche nei ristoranti se vengono mantenute le norme di sicurezza.

Anche gli sport da contatto comportano un rischio, perché si ha una maggiore emissione del virus dalle vie respiratorie.

Ogni luogo è rischioso, ma sicuramente ce ne sono alcuni che hanno un rischio molto più alto. Rispettare le misure di sicurezza abbassa in ogni caso il rischio. “È possibile mitigare la diffusione del virus, ma non la possiamo impedire. La curva sta lentamente scendendo, ma non è calata come a giugno e a luglio. Se mai ci fosse una terza ondata a metà gennaio, primi di febbraio, il numero di casi, ancora elevato, coinciderebbe con la circolazione del virus influenzale, comportando un ulteriore stress sulle strutture sanitarie” ha dichiarato Cauda. Alessio D’Amato, assessore alla sanità della Regione Lazio, ha spiegato che non bisogna abbassare la guardia. Girardi ha dichiarato che il coprifuoco è stato un intervento molto utile. I nemici del virus sono la vicinanza e l’assenza di protezione, per questo gli esperti consigliano di indossare la mascherina, disinfettare le mani, mantenere le distanze, evitare le riunioni familiari e ridurre il numero di persone a tavola. “Siamo forse arrivati all’ultimo miglio con l’arrivo dei vaccini non si risolverà tutto e la ripresa sarà lentissima, ma le regole del gioco cambieranno e il virus sarà messo in un angolo” ha dichiarato Cauda.

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