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Se i calciatori scommettono sulle stesse partite che giocano

Esistono norme precise che vietano a qualsiasi giocatore, tecnico, allenatore o ufficiale di gara di piazzare scommesse sportive, soprattutto sulla propria squadra.

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Le scommesse, per il mondo dello sport, sono ben più che un contorno: anche per alcuni giocatori di spicco, alle volte, tenersi lontani da questa abitudine può essere difficile, nonostante esistano norme precise che vietano a qualsiasi giocatore, tecnico, allenatore o ufficiale di gara di piazzare scommesse sportive, soprattutto, ma non solo, nelle competizioni della propria squadra.

Sospensione per scommesse: il caso britannico

Come si può immaginare, non tutti gli sportivi si dimostrano propensi a rispettare il divieto di scommettere: è questo il caso di Joshua King, calciatore dello York City FC. Il giocatore ha piazzato quasi 150 scommesse nell’arco di due sole stagioni, con una forte impennata nella stagione 2020/21. Inoltre, come se ciò non bastasse, alcune di queste scommesse (circa 15) hanno riguardato proprio lo York City, la squadra di riferimento dello stesso King.

La difesa di King, in questi casi, è stata una delle più tradizionali: negando di aver piazzato egli stesso le scommesse, il giocatore ha affermato che sarebbero stati alcuni suoi amici – cui egli aveva dato accesso al proprio conto – ad effettuare le puntate. Questa versione dei fatti, tuttavia, è stata smentita e il giocatore è ormai stato sospeso dalla Federazione con l’accusa di aver violato direttamente l’ottava regola della FA.

Questa pratica, ad ogni modo, per quanto irregolare, sembra allo stesso tempo piuttosto diffusa. Il caso di Joshua King, nel dettaglio, non è il primo che interessa lo York City: forse non tutti – come King – hanno scommesso direttamente dalla panchina, ma anche il vice allenatore Micky Cummins, il centrocampista Michael Woods e il portiere Ryan Whitely hanno già violato la stessa regola, andando incontro a svariati provvedimenti.

La legge italiana sulle scommesse calcistiche

Come la federazione inglese, anche le altre federazioni calcistiche hanno delle regole ben precise pensate proprio per vietare ai giocatori e a tutto lo staff di ogni singolo club calcistico di piazzare scommesse sulle competizioni in corso. Esistono dunque delle sanzioni specifiche, che – nell’intenzione della FICG, nel caso specifico – dovrebbero evitare l’esplosione di casi come quello del calcioscommesse del 2011.

Nel dettaglio, l’articolo 24 del Codice di Giustizia Sportiva fa esplicito divieto a qualsiasi elemento di una società sportiva di accettare o effettuare scommesse sulle competizioni FICG, FIFA e UEFA. L’articolo si riferisce a entrambi i settori del calcio professionistico e di quello giovanile e dilettantistico, anche se emergono presto delle differenze: nel calcio dilettantistico e giovanile, infatti, il divieto sembra restringersi – oltre alle competizioni nazionali e internazionali – alle sole partite in cui sono coinvolte le squadre degli scommettitori. Va specificato, ad ogni modo, che restano vietate in qualsiasi caso le scommesse presso esercenti non autorizzati: invece, per scommettere in modo tutelato e legale, restano valide le possibilità di puntare su casino online sicuri e portali di gioco accreditati.

Chiariti i primi due commi dell’articolo 24, legati alle scommesse in ambito professionistico e a quelle in ambito giovanile e dilettantistico, il quinto comma specifica chiaramente che chiunque sia in possesso di informazioni circa violazioni dell’articolo in questione ha l’obbligo di denunciarle presso la procura federale. La violazione dell’obbligo di denuncia prevede delle sanzioni particolarmente importanti, che vanno dalla squalifica per almeno sei mesi al pagamento di una multa di almeno 15.000 euro.

Nel caso di trasgressione al divieto di scommettere, l’articolo 24 prevede specifiche sanzioni, che consistono – nel caso di singoli giocatori – in un periodo di squalifica non inferiore ai tre anni e in una multa di almeno 25.000 euro. Questo è, sostanzialmente, quanto accaduto a Joshua King e ai suoi compagni di squadra dello York City FC.

Diversa è la situazione che si delinea quando la responsabilità della violazione ricade sull’intera società sportiva: in questo caso, il club può essere penalizzato con la perdita di uno o più punti in classifica o – a seconda del caso – con la retrocessione fino all’ultima posizione nel campionato; in casi al limite, infine, può anche essere decretata l’eliminazione dal campionato in gioco o, ancora, può essere disposta la non assegnazione o la revoca del titolo di vincitore del campionato o di campione d’Italia.

Resta invece valida la possibilità di scommettere anche con bonus senza deposito immediato se si è semplici tifosi, purché le puntate e le quote siano disposte sui portali autorizzati ADM (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli), l’ente certificatore italiano.

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