Sessismo a Russia 2018, la FIFA stoppa le riprese "hot"
Sessismo a Russia 2018, la FIFA stoppa le riprese “hot”
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Sessismo a Russia 2018, la FIFA stoppa le riprese “hot”

Sessismo a Russia 2018
Sessismo a Russia 2018

Numerosi i casi di molestie verso giornaliste in diretta: la FIFA chiede alle emittenti di evitare le inquadrature di tifose attraenti.

Un Mondiale emozionante organizzato su un territorio sconfinato, che ha messo in evidenza una grande organizzazione da parte della FIFA e del Paese ospitante. Oltre a questi e altri pregi, però, Russia 2018 ha mostrato anche qualche nota dolente: alla vigilia del torneo, infatti, il razzismo e l’omofobia sembravano essere tra i temi che destavano più preoccupazione, ma durante lo svolgimento della competizione sono stati invece i casi di sessismo a emergere come problema principale. In effetti, sono stati registrati numerosi episodi di molestie nei confronti di giornaliste che, in diretta, venivano avvicinate o apostrofate dai tifosi. Un fenomeno che ha allarmato la FIFA, al lavoro con altre organizzazioni, come il Fare Network, per sensibilizzare le persone sul tema ed evitare che questi comportamenti sessisti si ripetano. A tale scopo, l’organo amministrativo del calcio mondiale ha chiesto alle emittenti televisive che trasmettono le gare della Coppa del Mondo di evitare riprese di tifose attraenti sugli spalti, immagini che sono viste come un incitamento al sessismo.

Russia 2018, stop alle riprese “hot”

Sì sa, oltre a una prestigiosa e importantissima competizione calcistica i Mondiali sono spesso anche fenomeno di costume, ancora di più da quando le televisioni e le loro telecamere, e ovviamente i social, ci consentono di accedere praticamente a tutto ciò che succede dentro e fuori dagli stadi durante il torneo.

Gli spalti, in particolare, offrono uno spaccato unico e interessante della Coppa del Mondo.

Le telecamere sono infatti in grado di cogliere esultanze, lacrime, gente mascherata nei modi più improbabili e divertenti, tifose particolarmente belle e, in alcuni casi, vestite anche in modo audace.

È innegabile: a tutti sarà capitato di assistere a una partita in cui il regista ha indugiato, magari un po’ troppo, su una tifosa dall’aspetto attraente. Ebbene, la FIFA ha chiesto che per le poche gare restanti dei Mondiali, e oltre, le emittenti evitino questo tipo di riprese.

La ragione di questa decisione è legata a un fenomeno che si è manifestato in maniera preoccupante durante la competizione. Se alla vigilia di Russia 2018, infatti, si temeva che razzismo e omofobia potessero essere tra i problemi principali del Mondiale, è stato invece il sessismo a emergere con forza.

Federico Addiechi, capo del programma di diversità della FIFA, ha spiegato in una conferenza stampa come siano giunte segnalazioni da parte del Fare network (Football against racism in Europe) di numerosi casi di sessismo avvenuti per strada nei confronti di giornaliste, per la maggioranza russe, impegnate nelle dirette con le proprie emittenti.

Questi episodi riguardano molestie verbali o, in alcuni casi, anche fisiche, con i tifosi che hanno provato ad avvicinare le reporter per baciarle. Secondo quanto riportato dal Fare network, ci sarebbero stati circa 30 episodi segnalati di questo tipo, anche se l’organizzazione crede che i casi effettivi siano in realtà molti di più.

Addiechi ha spiegato che la FIFA sta lavorando a stretto contatto con la polizia e gli organizzatori locali per individuare i tifosi che si sono resi protagonisti di questi comportamenti e sanzionarli con la revoca del proprio “Fan-ID“, una sorta di passaporto del tifoso che permetteva il soggiorno in Russia senza il classico visto, oltre che l’utilizzo gratuito dei mezzi per spostarsi da una città all’altra durante il Mondiale. Fin qui, circa 20 tifosi sono stati privati del documento e rimandati a casa in seguito ad atteggiamenti sessisti.

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Alessandro Bai
Alessandro Bai 189 Articoli
Alessandro Bai, nato nel 1991 a Milano, città che ama ma da cui non può fare a meno di spostarsi (e ritornare, sempre). Una mamma brasiliana, un anno di studi in Inghilterra e la passione per le lingue mi hanno dato l'apertura mentale che cerco di riportare nel giornalismo. Racconto di sport per fare emozionare.