Torino: si impicca in un parco per motivi economici
Si impicca in un parco: non era più retribuito
Cronaca

Si impicca in un parco: non era più retribuito

Carabinieri

Un uomo si è tolto la vita perché non veniva pagato per svolgere il suo lavoro.

I carabinieri hanno ritrovato, in un parco della città di Torino, il corpo di un uomo impiccato.

La vicenda

Un carpentiere romeno di 53 anni è stato ritrovato morto impiccato nel parco di Stupinigi, comune di Nichelino, alle porte di Torino. L’identità dell’uomo è stata rivelata solo parzialmente: si tratta di S.I., che viveva a Orbassano in provincia di Torino. La mogli non l’aveva visto rientrare a casa, così preoccupata ha chiamato i carabinieri che hanno fatto il triste ritrovamento del cadavere, nel parco.

Il lavoratore soffriva di crisi depressive e ha lasciato ai suoi cari un biglietto dove spiegava le sue forti preoccupazioni legate a motivi economici; il quotidiano Torinotoday riporta esattamente il contenuto del biglietto scritto a mano: “Non vengo pagato e non riesco a mantenere la mia famiglia”. La ditta per cui l’uomo lavorava non lo pagava da mesi, il carpentiere quindi non sapeva più come coprire tutte le spese.

Nella giornata di giovedì 28 Marzo l’uomo aveva accompagnato la moglie al lavoro e poi aveva fatto perdere le sue traccie a bordo della sua autovettura, una fiat Panda.

Dati preoccupanti

Il Codacons, l’associazione in difesa dei consumatori ha espresso la sua disapprovazione nei confronti della reiterazioni di episodi del genere. I dati raccolti mostrano uno scenario preoccupante: in Italia sono stati registrati ben 700 suicidi tra il 2012 e il 2017. L’associazione punta il dito contro l’azienda, dove lavorava il carpentiere, perché se ci fossero state davvero delle mancanze da parte loro, gli accertamenti a riguardo devono ancora concludersi, la ditta dovrebbe essere indagata per istigazione al suicidio.

I casi di suicidi sono aumentati drasticamente, negli ultimi anni, a causa della crisi economica iniziata nel 2012: i lavoratori a causa della perdita del lavoro, ovviamente, sono i più colpiti dalla crisi economica. A subire le conseguenze delle difficoltà non sono solo i lavoratori dipendenti ma anche gli imprenditori.

I datori di lavoro infatti sono colpiti dalla vergogna di non poter più pagare i propri dipendenti e, dal disagio di veder crollare tutto il patrimonio costruito in anni di duro lavoro.

La decisione di togliersi la vita ha sempre a che fare con la dignità, anche se dietro ogni storia c’è poi un dramma privato e personale. Proprio perché i motivi sono così intensi e si riferiscono alle componenti più profonde dell’animo umano, i casi di suicidio riguardano i lavoratori che appartengono a classi sociali diverse, con stili di vita differenti e ambizioni disparate.

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