Una sparatoria nella notte a Isla Cristina, in Ansalusia, ha provocato quattro vittime e due feriti. Tra i morti una donna incinta di otto mesi, il bambino che portava in grembo, la madre 62enne e un ragazzo di 16 anni, apparentemente estraneo alla vicenda. Gli investigatori seguono la pista di un possibile regolamento di conti tra clan.
Sparatoria in Andalusia: morti una donna incinta, il bambino, la madre e un 16enne
Si aggrava il bilancio della sparatoria avvenuta ieri, domenica 16 agosto a Isla Cristina, nella provincia di Huelva, in Andalusia. Le vittime sono quattro: una donna di 39 anni incinta di otto mesi, la madre 62enne, il bambino che portava in grembo e un ragazzo di 16 anni.
La morte del piccolo è stata confermata ai media dalla viceprefetto di Huelva, Maria José Rico. Il minorenne, inizialmente indicato come figlio della 39enne, secondo gli ultimi accertamenti della Guardia Civil non aveva invece alcun legame di parentela con le due donne e sarebbe stato estraneo alla presunta faida. Nell’agguato sono rimaste ferite altre due persone: un 18enne, ricoverato in condizioni molto gravi, e un uomo che avrebbe riportato lesioni più lievi.
Secondo la prima ricostruzione degli investigatori, l’attacco è avvenuto intorno alle 22 nel quartiere popolare di El Rocío. Due persone con il volto coperto, arrivate a bordo di una motocicletta, avrebbero improvvisamente aperto il fuoco contro un gruppo di persone per poi allontanarsi. Durante la fuga gli aggressori avrebbero incendiato la moto, successivamente ritrovata in una pineta nelle vicinanze del camping Giralda. La Guardia Civil, affiancata dalla polizia locale, ha intensificato i controlli nell’intero municipio, compresi i cimiteri dove vengono vegliate le vittime. Gli inquirenti hanno inoltre acquisito le registrazioni delle telecamere di videosorveglianza del camping, nella speranza che possano fornire elementi utili per identificare i responsabili.
Sparatoria in Andalusia, almeno quattro morti: la prima ipotesi
Sul movente resta aperta più di una pista, anche se una delle ipotesi considerate dagli investigatori porta a una lunga catena di vendette tra gruppi familiari. Maria José Rico ha parlato di «un possibile regolamento di conti fra i clan», precisando però che al momento non vengono escluse altre ricostruzioni. L’inchiesta è coordinata dalla magistratura ed è coperta da segreto istruttorio.
Secondo quanto ricostruito dalla Guardia Civil, le due donne morte sarebbero la sorella e la suocera di un uomo conosciuto con il soprannome di “El Baba”. Quest’ultimo è indicato come il presunto responsabile di una sparatoria avvenuta il 10 settembre 2024 nel quartiere El Torrejón di Huelva, nella quale una persona perse la vita e altre due rimasero ferite. L’uomo venne successivamente arrestato a Gijón, nelle Asturie. Dopo quell’episodio alcuni suoi familiari si sarebbero trasferiti proprio a Isla Cristina e, nei mesi seguenti, nella zona si sarebbero susseguiti spari, minacce e altri episodi violenti, ricondotti dagli investigatori al conflitto tra i clan. Il 18enne rimasto gravemente ferito nell’ultimo agguato sarebbe inoltre nipote di “El Baba”.
Ora gli investigatori stanno cercando di stabilire se l’ultima strage rappresenti un nuovo capitolo dello scontro tra i clan oppure se dietro l’agguato possa esserci un movente differente. Restano soprattutto da identificare le due persone incappucciate che hanno aperto il fuoco e da chiarire chi abbia organizzato l’attacco.
