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Spin Time Roma: 400 residenti senza casa dopo l'incendio

Spin Time Roma: 400 residenti senza casa dopo l'incendio

Spin Time, il palazzo occupato a Roma, è al centro di una battaglia legale e politica. Scopri la storia di questo stabile che ha ospitato 400 residenti di 27 nazionalità diverse.

Nel cuore di Roma, in via Santa Croce in Gerusalemme, si trova lo Spin Time, un palazzo di 9 piani che ha ospitato per anni 400 residenti di 27 nazionalità diverse. Dopo un principio di incendio il 29 luglio, gli abitanti sono stati costretti a lasciare lo stabile, dichiarato inagibile. La vicenda dello Spin Time è complessa e intreccia questioni di ordine pubblicoemergenza abitativadiritto di proprietà e politiche sociali.

Dalla disoccupazione all’occupazione: la storia dello Spin Time

Fino ai primi anni 2000, l’edificio apparteneva all’Inpdap, l’ex ente per la previdenza sociale dei dipendenti pubblici, confluito nell’Inps. Dopo anni di abbandono, nel 2013 è stato occupato dal movimento Action, che si impegna per il diritto all’abitare. Da allora, lo stabile si è trasformato in un centro sociale e un polo di aggregazione offrendo rifugio a famiglie in difficoltà e organizzando laboratori, eventi culturali e attività educative.

Due visioni a confronto

La nascita dello Spin Time ha suscitato opinioni contrastanti. Da un lato, c’è chi lo considera un esempio di rigenerazione urbana un modo per trasformare uno stabile abbandonato in un luogo di accoglienza e condivisione. Dall’altro, chi lo critica come un’occupazione abusiva che viola il diritto di proprietà.

La battaglia legale e politica

Il palazzo appartiene a un fondo immobiliare gestito da Investire SGR, che insiste per rientrarne in possesso. Nel 2026 è stato disposto il sequestro preventivo dell’immobile, ma lo sgombero non è mai avvenuto. Il proprietario ha fatto causa allo Stato, accusando il Ministero dell’Interno di non aver dato seguito all’ordine dell’autorità giudiziaria. Nel 2026, il Tribunale di Roma ha stabilito che l’occupazione è stata realizzata da terzi, ma che spettava al Ministero l’obbligo di dare esecuzione al sequestro. Il mancato intervento ha causato un danno economico al proprietario, che è stato risarcito con oltre 21 milioni di euro.

La politica si è divisa sulla questione. Da sinistra, lo Spin Time è visto come un modello di solidarietà e inclusione. Da destra, è considerato un esempio di illegalità tollerata dalle istituzioni. La tutela del diritto all’abitare si scontra con il diritto di proprietà creando un circolo vizioso che va avanti da più di 10 anni.

L’incendio e le conseguenze

La vicenda è tornata all’attenzione pubblica dopo l’incendio del 29 luglio, che ha costretto gli abitanti a lasciare lo stabile. La Caritas ha messo a disposizione un palazzo per gli evacuati, ma molti hanno deciso di rimanere lì, aprendo le tende nella speranza di poter rientrare. A sostegno dello Spin Time si sono esposti anche artisti italiani, come la cantante Ditonellapiaga e il fumettista Zerocalcare.

Il Comune di Roma sta cercando una soluzione che eviti di disperdere le famiglie. Ha formalizzato un’offerta di acquisto dello stabile, ma i proprietari hanno rifiutato. Il Sindaco Roberto Gualtieri ha dichiarato che i tempi di un eventuale acquisto sarebbero lunghi, e ha proposto una soluzione temporanea: prendere in gestione l’edificio e investire circa 800mila euro per metterlo in sicurezza. Tuttavia, i proprietari hanno rifiutato anche questa offerta.

Centinaia di persone stanno ancora aspettando di capire che ne sarà delle loro case. Per loro, la trattativa equivale ad avere un tetto sulla testa o continuare a dormire per strada.

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