×

Soccorritore di Zanardi: “10 minuti di ritardo e non ce l’avrebbe fatta”

Condividi su Facebook

Dopo l'incidente di Zanardi, il soccorritore arrivato sul posto ha commentato: "Condizioni gravissime, ma ho visto casi peggiori che si sono risolti".

incidente Zanardi soccorritore
incidente Zanardi soccorritore

Continuano i messaggi di vicinanza e incoraggiamento ad Alex e alla sua famiglia. Un vero campione dall’animo buono, esempio di grinta e voglia di vivere. Ai dolci messaggi da parte del figlio, segue la preghiera di Papa Francesco. Dopo l’incidente, le condizioni di Zanardi appaiono gravi, ma il quadro clinico è stabile, tanto da valutare il risveglio: a parlare è anche il soccorritore intervenuto sul posto per salvare il campione di paraciclismo.

Incidente di Zanardi, parla il soccorritore

Intervistato dal Corriere della Sera, Robusto Biagioni, medico dell’elisoccorso intervenuto per salvare Zanardi, ha raccontato cosa ha vissuto in quegli attimi e quali fossero le reali condizioni del campione.

Il dottor Biagioni, medico di emergenza e responsabile del 118 della zona di Grosseto, vanta una carriera lunga quarant’anni, di cui trenta di medicina di emergenza ed elisoccorso.

Il medico conosceva Zanardi: “Lo avevo incontrato più volte”, ha spiegato. Ha parlato di lui definendolo “una persona eccezionale”. Quindi ha aggiunto: “Veniva a trovare gli amici del 118. Ci diceva che facevamo un lavoro straordinario“. Nell’intervista non ha nascosto la commozione né le inevitabili debolezze di un uomo che si trova davanti una persona sofferente, prima ancora che un grande campione di fama nazionale. “Me lo sono trovato davanti in quelle condizioni ed è stato duro mantenere calma e distacco, indispensabili perché un medico riesca ad agire nel modo migliore.

Poi, quando finalmente lo abbiamo stabilizzato e trasportato al Policlinico Le Scotte, mi sono emozionato. Ero emotivamente provato, ha raccontato. Secondo Biagioni, dieci minuti di ritardo sarebbero stati fatali e per Zanardi non ci sarebbe stata alcuna possibilità di salvarsi.

Sulle operazioni di emergenza ha spiegato: “Siamo atterrati a Pienza alle 17.20. L’operatore del Soccorso alpino è stato utilissimo. Siamo atterrati in un campo e abbiamo dovuto attraversare un piccolo bosco, molto fitto.

L’esperto ci guidava spezzando i rami sul nostro cammino e trovando la giusta direzione”. Biagioni e i colleghi procedevano a “passo svelto”. Infatti, ha precisato: “Troppo pericoloso correre in quella situazione con gli zaini e gli strumenti medici. Se si cade ci si può fare male e rendere vano il soccorso“.

Ad arrivare sul luogo dell’incidente hanno impiegato “non più di quattro o cinque minuti al massimo”. Poi ha descritto le condizioni di Alex Zanardi: Era sul bordo della strada supino.

Lo stava assistendo Cristina La Cava, la dottoressa dell’ambulanza che aveva già iniziato, per fortuna, a fare quanto necessario in quelle condizioni per stabilizzarlo. Le sue condizioni erano gravissime, purtroppo. In quelle condizioni poteva resistere pochi minuti soltanto. La mia collega lo aveva trovato in uno stato comatoso, con momenti di agitazione. Muoveva le braccia in modo sconnesso, urlava. Il volto era devastato dalle tante fratture. In quegli attimi di paura e dolore, a preoccupare maggiormente i medici “era la lesione, molto grave, che dall’occhio destro si allungava su tutta la faccia. Poi aveva altre lesioni alla testa”, ha fatto sapere soccorritore.

Le operazioni di soccorso

Nonostante le gravi condizioni in cui Alex versava al momento dell’incidente, i medici hanno permesso al campione di restare in vita grazie al “passaggio della cannula tubo fino alla trachea per consentirgli la respirazione artificiale”. Quindi ha spiegato: Non è stato facile perché il volto era devastato dalle fratture. Poi siamo passati alla seconda fase, quella del bendaggio di tutta la parte superiore del volto, della testa e la stabilizzazione delle varie fratture che abbiamo riscontrato”.

“Siamo decollati alle 17.47 e atterrati al Policlinico di Siena alle 18.35, dove ci stavano già aspettando ed erano pronti per iniziare l’intervento chirurgico”, ha concluso il medico.

La speranza

Robusto Biagioni, tuttavia, ha tenuto a sottolineare: “Sono intervenuto su casi persino peggiori e a volte si sono risolti positivamente anche contro le nostre previsioni”.

“Ecco perché sono convinto che ci siano buone speranze che Alex ce la possa fare, considerato anche che è un atleta e ha una voglia di vivere e una grinta incredibili, ha detto mandando un augurio speciale al campione.

Nata a Varese, classe 1996, è laureata in Comunicazione. Collabora con Notizie.it.


Contatti:

Scrivi un commento

1000

Contatti:
Asia Angaroni

Nata a Varese, classe 1996, è laureata in Comunicazione. Collabora con Notizie.it.

Leggi anche

Entire Digital Publishing - Learn to read again.